Usa, Big Tech sotto processo: Amazon, Facebook, Google e Apple accusati di pratiche anticoncorrenziali

Usa, Big Tech sotto processo: Amazon, Facebook, Google e Apple accusati di pratiche anticoncorrenziali

L’aspetto è quello di un maxi-processo, il primo dell’era della grande tecnologia: per la prima volta Amazon, Facebook, Apple e Alphabet-Google insieme al bar prima del Congresso per rispondere alle accuse di pratiche anticoncorrenziali. Mercoledì mattina i quattro giganti delle tecnologie digitali saranno rappresentati dai loro leader – Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Tim Cook, Sundar Pichai – e non dai loro delegati come è accaduto spesso in passato.

L’attesa per Bezos

grande atteso soprattutto per Bezos: il fondatore di Amazon (un gigante che si considera un benefattore dei consumatori, mentre per gli avversari un polpo) ha beneficiato della crisi del coronavirus (la ricchezza personale è salita a $ 180 miliardi, mentre il valore di Amazon è aumentato di oltre il 50% nel 2020) proprio mentre le economie mondiali stavano cadendo in depressione. Bezos avrà molto da spiegare anche perché non parla quasi mai (nell’ultima intervista significativa, rilasciata due anni fa a Cablata, discusse principalmente dei programmi spaziali della sua origine blu).

Pratiche anticoncorrenziali

Amazon accusato di pratiche anticoncorrenziali per come domina il mercato americano dello shopping online e come utilizza i dati delle aziende che vende attraverso i suoi canali per sviluppare la propria linea di prodotti in concorrenza con quelli dei suoi clienti. La società ha negato al Congresso di aver usato metodi errati, ma un’indagine del giornale di Wall Street ha mostrato il contrario costringendo Amazon ad aprire un’indagine interna.

L’umore dell’opinione pubblica

Anche Apple è accusata per la sua gestione prepotente e poco trasparente dell’app store, mentre Facebook e Google sono ora considerati quasi monopoli dei social network e dei motori di ricerca. Dopo decenni in cui queste aziende sono state elogiate e hanno permesso tutto (Zuckerberg risponderà alle accuse di monopolio secondo cui l’acquisto di Instagram e Whatsapp da parte di Facebook è stato autorizzato dal governo in quel momento), l’umore dell’opinione pubblica e la politica sui giganti digitali sono cambiati .

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28 luglio 2020 (modifica il 28 luglio 2020 | 23:25)

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