Lombardia, rimpasto ipotesi per "commissariare" Fontana

Lombardia, rimpasto ipotesi per “commissariare” Fontana

Il dimissioni. Nient’altro che dimissioni. Questo – il ritiro di Attilio Fontana – rimane la vera soluzione per il business Lombardia. Ma la Lega, per evitare o rimandare la resa dei conti, è freneticamente alla ricerca di una via d’uscita da un altro tipo. Cioè, vuole applicare una patch, non collassare insieme al Pirellone.

Il camice da laboratorio

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Qualcosa è necessario per mettere da parte il governatore del disastro. Nel frattempo, ha avuto una leggera indisposizione – “Il mio fisico mi ha avvertito: devo riposare e annullo gli appuntamenti pubblici di questi giorni” – e ieri ha dato una tariffa forfettaria, se non in connessione video, alla festa Lega di Cervia in La Romagna, tradizionalmente la grande sfilata estiva del Carroccio, ha quindi evitato di essere ingombrante. Ma ha detto: “Onorerò il mio mandato fino alla fine”.

Salvini è consapevole che il crack del modello lombardo equivale a un disastro importante. Perché significa
anche in vista delle elezioni regionali di settembre, non potendo più avere il biglietto da visita di quello che un tempo il buon governo aveva marchiato Milano e anche esportabile altrove come simbolo di un salvinismo non una parola ma attivo. Tutto questo fallisce con il caso Fontana.

COSA FARE
Così? Il “cosa fare” è il tormento del segretario, sotto l’ombrello di Milano Marittima, e del suo partito. Scaricalo? No, significherebbe fare palese ammissione di colpa e creare un abisso nel tempio del PIL italiano. Commissariarlo? Sì. Con un rimpasto? Questa è l’idea Ma quando? Il tempo deve essere trovato immediatamente “, perché abbiamo anche l’urgenza – afferma una grande lega lombarda, un ex membro del governo giallo-verde – di non sembrare gufi bruni, guardando il trionfo di Zaia dalle macerie fumanti di Palazzo Lombardia “.

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Cioè, il successo più probabile del governatore veneziano, ora con una fisionomia più personale di un partito, che a livello regionale sarà plebiscitato con il 40-50 percento dei voti per l’encore come il presidenteissimo neo-dorothean. In una terra che gestisce con abilità e che nella tempesta Covid ha avuto i suoi successi che hanno messo in evidenza gli errori di matita blu, costando così tante vittime, della Lombardia incapace di chiudere in tempo e gestire l’emergenza. Basti pensare, per capire la differenza tra le due regioni e la profondità della preoccupazione del salvinismo lombardo, che Zaia avrebbe cercato di deviare alcuni dei suoi dalla lista civica a quella della Lega, in modo da non deturpare troppo il partito che rischia di finire al 15 percento.

L’idea che sta facendo progressi nei piani superiori della Lega, dove Salvini è il primo a sapere che Fontana è un problema e il primo a temere un contraccolpo di consensi per il business degli abiti, non è solo sacrificare tanto quanto possibile presto il commissario Gallera, ormai inosservato a tutti come simbolo del disastro sanitario di Covid, e infatti già rimosso: pubblicare foto dai luoghi di vacanza. E stiamo parlando di ciò che, iper-presenza e proiettato prima dell’emergenza del virus, vuole essere il successore di Sala come sindaco di Milano, insieme al governatore ha ideato il bellissimo pensiero dell’8 marzo: l’ordinanza per mandare il malato Covid a la RSA senza fornire percorsi separati tra i pazienti anziani e i nuovi infetti. E le conseguenze sono state tragicamente viste.

La girandola
Il grande colpo sarebbe, almeno così stiamo pensando in casa Lega, commissionando a Fontana un vice presidente operativo, grazie al consenso diretto di Salvini che, anziché sceglierlo, si è trovato dopo Maroni per “motivi personali” annunciati che non vogliono applicare di nuovo. Il nome che funziona come un vero e proprio deputato è quello di Davide Caparini, valutatore del bilancio, non strutturato come il suo predecessore Massimo Garavaglia, allora viceministro dell’economia, ma una perfetta unione tra la vecchia lega e il salvinismo. Suo padre era capofila e amico intimo di Bossi, proprietario dell’Hotel Mirella di Ponte di Legno, che per Umberto era in vacanza quello che oggi è il Papeete di Matteo.

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Bancarelle Salvini. Spera che la bomba dei nuovi sbarchi legati alla riapparizione della Covid importata in Africa diventerà la battaglia del salvataggio e aumenterà il consenso del partito. Gradualmente oscurando l’enorme grano lombardo. Tuttavia, che, al di là delle intenzioni del Capitano, è invece destinato a rimanere un cratere aperto, in grado di produrre profondi sconvolgimenti ai piani superiori del partito e forse di mobilitare, quando sarà e se sarà, le possibili energie alternative chiamate Giorgetti e Zaia.

L’ipotesi Caparini, che Salvini stesso voleva nella regione spostandola dal Parlamento, è un ragionamento che circola. E in ogni caso, la pratica di rimpasto è stata affidata alla parte responsabile della parte delle autorità locali, il trentaseienne Stefano Locatelli, sindaco di Chiudono nel Bergamasco. E conferma un omone della Lega: «La carta Caparini deve essere ben vestita. Con alcune modifiche ad hoc in grado di rafforzare il quadro ». Oltre alla Gallera blu, Melania Rizzoli avrebbe dovuto essere sostituita come consigliera del lavoro, Lara Magoni per il turismo e alcune altre pedine anche per la Lega. Ma non è affatto certo che una girandola di Pirellone potrebbe riavviare il Carroccio precipitato nel cortile.

Ultimo aggiornamento: 01:13


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