I carabinieri arrestati a Piacenza, il nuovo comandante: ora guadagnano la fiducia dei cittadini

I carabinieri arrestati a Piacenza, il nuovo comandante: ora guadagnano la fiducia dei cittadini

“Il nostro sguardo è rivolto al futuro e alla cittadinanza e alle istituzioni verso le quali dedicheremo il nostro massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni piacentine”, ha aggiunto Abrate, che si è presentato insieme al tenente colonnello Alfredo Beveroni comandante dell’operativo dipartimento e il maggiore Lorenzo Provenzano, capo della squadra investigativa. Tutti i vertici sono stati rinnovati.

“Il nostro più grande impegno è la vicinanza – ha affermato Abrate – la fiducia si ottiene conoscendo, rimanendo nella zona, continuando a fornire un’assistenza stretta, empatica, ai cittadini che ci chiedono aiuto. Ho iniziato ieri andando a presentarmi a tutti i varie autorità e istituzioni piacentine, dal sindaco, dall’autorità giudiziaria. Credo che lo stato sia composto da varie parti e lavorano tutti insieme per raggiungere un obiettivo, nessuno solo può raggiungere un risultato.

“Non esaminerò le statistiche sugli arresti“Non sono una persona che guarda le statistiche, non è così. Ma quando si verificherà l’evento, chiederò un intervento adeguato che risponda veramente al quadro giuridico di riferimento”, ha assicurato il nuovo comandante, rispondendo alla domanda se ci sarà essere un nuovo corso meno importante per il numero degli arresti, uno dei temi al centro dell’indagine di Ulisse. Gli arresti, ha ricordato, sono regolati dal codice. “Ciò che chiederò ai miei carabinieri è il massimo impegno e la massima aderenza al dettato normativo finalizzato all’attività preventiva e repressiva. Tutti coloro che devono essere arrestati devono essere arrestati perché sono persone che minacciano la comunità”, ha spiegato.

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