Coronavirus, il Primo Ministro Conte chiederà un'estensione dello stato di emergenza

Coronavirus, il Primo Ministro Conte chiederà un’estensione dello stato di emergenza

Fino al 31 ottobre – Attraverso il passaggio parlamentare, quindi, Conte riferirà sulla situazione epidemiologica nel paese e sulla necessità di prolungare lo stato di emergenza, che attualmente scade alla fine del mese, fino al 31 ottobre. Una necessità, come hanno sempre spiegato fonti vicine all’esecutivo, data da ragioni tecniche: garantire, cioè, una maggiore velocità di esecuzione in caso di necessità.

Accordo di maggioranza – La decisione di riferire in Aula è stata presa dal primo ministro e dai capi delle delegazioni della maggioranza prima che il Consiglio dei ministri abbia invitato a deliberare sulla richiesta di un’ulteriore variazione di bilancio. La scelta, tuttavia, di non mettere le Camere davanti al fatto compiuto ha ragioni istituzionali ma anche politiche. All’interno della maggioranza, infatti, ci sono posizioni diverse anche se un accordo sostanziale è stato trovato il 31 ottobre come data in cui prorogare l’emergenza. Questo orientamento era condiviso anche da Italia Viva, che fino a quel momento si era schierata contro l’ipotesi di prolungare lo stato eccezionale.

Opposizioni contrarie – L’opinione delle opposizioni è molto diversa. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha annunciato “barricate”: “Non esiste un’emergenza sanitaria in corso e chiunque voglia estendere lo stato di emergenza è nemico dell’Italia. Non permettiamo loro di lasciare l’aula, siamo chiusi a loro, gli italiani meritano respiro e libertà “, ha detto l’ex ministro degli Interni. Forza Italia, attraverso la capogruppo nella Camera Mariastella Gelmini, ha reso noto che non accetterà un’estensione fino al 31 dicembre e che richiederà il coinvolgimento del Parlamento da parte del governo.

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Sileri: “No al blocco” – “Prolungare lo stato di emergenza non significa blocco, non significa nulla di drammatico”, ha spiegato il vice ministro della sanità Pierpaolo Sileri, degli M5. È solo, ha aggiunto, uno “strumento” in grado di dare “maggiore flessibilità” all’azione dell’esecutivo: “Ma nulla cambia rispetto a quello che stiamo facendo oggi, ovvero un recupero di quasi totale normalità”.

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