Conte-Inter, esenzione da escludere. E se lasciassi andare?

Conte-Inter, esenzione da escludere. E se lasciassi andare?

Tutto è possibile in questo momento. Anche quell’Inter inizia a guardarsi intorno e forse pensa a Max Allegri

La notte è passata e chissà se ha portato consigli. L’Inter ne ha certamente bisogno, dato che il secondo posto a un solo punto dalla Juve (oltre a una serie di ottimi numeri stagionali) non è stato sufficiente per caricare l’ambiente e guardare con grande fiducia alla campagna europea.

Parole dure

Le accuse fatte da Antonio Conte alla compagnia, davanti alla televisione e alla conferenza stampa dopo la vittoria contro l’Atalanta, furono diretti e pesanti. E rischiano di avere un effetto dirompente: ora dobbiamo vedere quale sarà la risposta della direzione, considerando anche che tra tre giorni torneremo in campo per il round di 16 della Europa League con Getafe e se la frattura può guarire velocemente. A Bergamo non c’è stato paragone: conoscendo molto bene il personaggio di Antonio, l’amministratore delegato Nerazzurri Beppe Marotta ha preferito spostare i chiarimenti con l’allenatore ad oggi. Forse dopo aver parlato con il presidente Steven Zhang, che è stato a Covid-19 per mesi in Cina e ieri su Instagram si è subito complimentato con la squadra per la vittoria per 2-0 contro i nerazzurri del Bergamo.

Valutazioni sul futuro

Conte ha accusato il club di essere debole, di non proteggere allenatore e giocatori dalle critiche, e ha detto più volte che tutte le valutazioni saranno fatte alla fine della stagione, anche perché questo primo anno dell’Inter (delle tre previste dal contratto ) è stato molto “duro e difficile” per lui. È possibile che lo sfogo sia un preludio al suo addio? Per qualche tempo Antonio è stato impaziente di aver realizzato il parafulmine troppo spesso e dopo il blocco le frecce verso la società erano già state diverse. Un chiaro sintomo di una relazione in crisi.

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la freccia

A metà luglio, dopo il sorteggio con il Verona e il knockout con il Bologna, decisivo per distruggere il discorso di ritorno dello Scudetto, la tensione all’interno degli spogliatoi era stata pesante e le relazioni con la società si erano raffreddate. Anche la voce di un’esenzione era circolata, ma non era successo nulla. La fine del campionato, le ultime 4 partite senza gol e il blitz del Bergamo nei playoff per chiudere il posto d’onore in A (che non era successo all’Inter dal 2011) non hanno cambiato le cose. Conte, forse anche infastidito dalle parole pronunciate da Marotta in TV subito dopo la vittoria contro Gasp (tutte ovviamente positive per l’allenatore, i giocatori e le squadre), ha scelto di andare allo scontro non appena si è trovato di fronte a un microfono. Forse solo per vedere come reagirà il club. Che, è bene ricordare, ha sempre creduto fortemente in lui e ci crede anche per il futuro, come ha detto lo stesso Marotta a Bergamo.

Esenzione difficile

Ecco perché la soluzione di esenzione ancora oggi non può essere considerata così facilmente: nel frattempo perché Conte costa 11 milioni all’anno, quindi perché è il miglior giocatore dell’Inter che convince i migliori giocatori a vestire i nerazzurri (vedi ad esempio Lukaku e Hakimi ). Insomma, alla base del progetto Inter non può esserci Conte. E se fosse l’ex c.t. d’Italia a decidere di arrendersi? Alla Juve è partito a due piedi in estate perché il mercato non lo soddisfaceva, qui all’Inter il prossimo mercato dovrà essere proprio come dice Antonio. I club e gli allenatori devono avere la stessa lunghezza d’onda, a condizione che le strade non si separino per prime. Tutto è possibile in questo momento. Anche che l’Inter inizia a guardarsi intorno e forse a punti Max Allegri, libera e sicuramente la prima scelta di Marotta se Conte decide di andarsene.

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