Un’astronave USS Voyager da 15µm in stampa 3D, ecco l’incredibile risultato

La stampa 3D offre anche diversi utilizzi e durante la prima fase del pandemia abbiamo visto come si sono trasformate delle semplici maschere da sub Maschere C-Pap per la respirazione di emergenza con la semplice stampa di pochi elementi. Ma l’argomento è davvero ampio e una parte della ricerca scientifica è coinvolta nello studio delle microstampe, ovvero delle realizzazioni miniaturizzate (parliamo di pochi micrometri) utilizzate per lo studio del comportamento di oggetti molto piccoli nei liquidi.

Si chiamano microswimmers in gergo e solo il mese scorso sul sito di Royal Society of Chemistry è apparsa una pubblicazione relativa al suddetto argomento. I fisici dell’Università di Leida l’hanno fatto Stampato in 3D una versione in miniatura di un’astronave di classe Intrepid da Star Trek. In effetti è impossibile non notare l’incredibile accuratezza della realizzazione e l’aspetto incredibile è quello misura solo circa 15 µm. Per avere un riferimento, basti pensare che un capello misura circa 65-78 µm e che un globulo rosso misura circa 8.

In realtà è un esperimento più ampio che ha portato alla creazione di diverse forme micrometriche come puoi vedere dall’immagine qui sotto.

A differenza dei motori a impulsi e curvatura utilizzati in Star Trek, questo microscopico veicolo spaziale Voyager è in grado di farlo muoversi in un liquido grazie a reazioni chimiche quel trigger tra il suo rivestimento di platino e la soluzione di perossido di idrogeno in cui i fisici l’hanno inserito. Il loro articolo rileva che questi studi di solito utilizzano modelli a forma di sfera per i test, quindi le forme più complesse sono state realizzate per produrre risultati diversi e spingere gli attuali processi di stampa 3D al limite.

I micro nuotatori sono un’ampia categoria scientifica che classifica i microrganismi e gli oggetti in grado di muoversi attraverso i liquidi, ad esempio i globuli bianchi rientrano in questa categoria, come quelli sintetici sopra menzionati. Per ora questi studi non si concentrano su un uso specifico di questi micro oggetti, ma non è escluso che in futuro possano essere utilizzati in ambito medico e farmacologico, ad esempio per la somministrazione mirata di determinate sostanze. Maggiori dettagli nella ricerca originale, disponibile in FONTE.

Antonia Angelo

Antonia Angelo

Affascinato e curioso di tecnologia e design, sin da bambino ho sempre studiato e guardato il mondo evolversi intorno a me ponendomi sempre nuove domande a cui rispondere. Grazie all'esperienza professionale acquisita negli anni, comunico in modo chiaro e preciso riuscendo a rispondere a specifiche richieste del cliente e / o dell'utente di riferimento. Per me, l'aspetto grafico rappresenta un modo di comunicazione visiva che mira a emozionare. Viaggio spesso per partecipare a corsi o incontri per aggiornarmi, conoscere e confrontarmi / misurarmi con nuove persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *