Mercoledì, 10 Aprile 2013 21:33

Fondazione Santa Lucia

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La sanità in Italia sarebbe d'eccellenza. Ricordiamo di ringraziare profondamente ed economicamente chi ci rende accesi e sentimentalmente attivi

Ora sto bene.
La voglia di scrivere di me stesso nel giornale che poggia sulla cultura e sui ricordi importanti della storia, è infinitesimale.
Sappiate tutti che ho avuto un incidente grave, con rischi gravissimi per il proseguo della vita.
Sono sopravvissuto e sono tornato a ragionare, e devo ringraziare enormemente i dottori e gli infermieri che hanno contribuito a rendere possibile un sogno che la miglior parte dei miei conoscenti ha compiuto.
Tornare a respirare e parlare fu merito della Rianimazione dell'Umberto I.

Per la riabilitazione neuromotoria intervenne la famosissima Fondazione Santa Lucia, un importante istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con un eccellente primario: Rita Formisano, una 'donna in corsia' che ha seguito la mia ripresa e che, grazie a lei, non avrò più modo di dimenticare. È famosissima anche grazie alle sue apparizioni in televisione, ma riesce sempre a regalarti un'attenzione, anche studiando le tue parole ed i tuoi gesti. Simpatica e da gli occhi pieni di sapienza medica, rispettando sempre chiunque incontri nella Fondazione.
Lei e gli altri dottori hanno fatto e diretto tutte le azioni che sono riuscite a riabilitarmi socialmente.
Il posto della Fondazione è fisicamente perfetto in ogni sua entità. I dintorni sono privi di spazzature e l'edificio è circondato dal verde naturale.
Persino le cibarie sono succulente, ed è merito dei cuochi che lavorano con passione.
Ho avuto un grande richiamo anche dal punto di vista fisioterapico con ottimi terapisti.
È un luogo favoloso da tutti i punti di vista.

Un'altra persona che incontrai, e che incontro tutt'oggi quando passo alla Fondazione, è Riccardo G., un paziente giovanissimo che dovrà tornare una persona attiva. Un ragazzo che conobbi quando aveva quasi esattamente la metà dei miei anni.
Io mi sento accentuatamente legato a Riccardo ed ai suoi genitori, che seguono con fiducia e con amore, i passi del loro figlio, un ragazzo che ha lo sguardo leggero e straordinariamente energetico: sfiora il tuo viso e riempie il tuo cuore di luce.
Con Riccardo abbiamo avuto persino la stessa terapista cognitiva: Laura Cellupica. Lei m'ha fatto comprendere quanto le persone che lavorano sulla psiche dei pazienti riescano a regalare quelle emozioni che poi ti possono far tornare 'acceso'. Riesce a mescolare lucidità e simpatia in maniera eccellente. Lei deve sapere d'essere importante per i pazienti, anche se vocalmente riduce spesso la sua entità per la loro ripresa, ingigantendo i progressi del paziente.
Sappilo Laura. È anche grazie al tuo contributo che i pazienti riescono a tornare ad arrivare alla loro massima azione celebrale possibile scientificamente.
Io so che tu lo sai, ma spesso neghi troppo della tua qualità ai pazienti per farli tornare attivi da ogni punto di vista.

La Sanità italiana e la Fondazione Santa Lucia meritano un ringraziamento da tutte le persone che esistono. Voi ci fate tornare vivi e ci date la possibilità di sentirci liberi ed emozionarci completamente.

Letto 948 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Aprile 2013 21:39
Tommaso Bucciarelli

nasce Roma nel 1978. Dotato di una zelante pigrizia si definisce nell'ordine: pranoterapeuta, scrittore, complottista pseudointelletuale autodidatta e (nella peggiore delle ipotesi) essere umano. Ha smesso di prendersi sul serio quando ha capito che c'era poco da ridere. Contribuisce  attivamente con il portale 'Il Caffè Vitruviano' e la 'Casa della vita' di Bernard Rouch.

NOI

Come un mantra ci ripetevamo da mesi "ci vuole una rivista" per ricreare una nuova agorà di dibattito, di testimonianza, di proposta! Fatto sta che gli dei del Webmagazine sembrano averci ascoltato - forse stanchi come noi di quell'instancabile salmodiare - il caffèVitruiviano.it nella sua testata porta iscritto il codice genetico della sua gestazione complessa ("Ritrovando l'uomo al centro") Non sto parlando di qualcosa di 'epocale' ma piuttosto di una bella avventura che vorremmo condividere con voi.