Premio Nobel Letteratura a Louise Glück

L’Accademia di Svezia spiazza ancora una volta tutti, assegnando il Premio Nobel per la letteratura 2020 a una poetessa americana, insegnante a Yale, poco conosciuta a livello internazionale, ma molto premiata in patria: Louise Glück, nata a New York nel 1943 da una famiglia di ungheresi Immigrati ebrei cresciuti a Long Island. L’Accademia l’ha scelta “per la sua inconfondibile voce poetica che rende universale con austera bellezza l’esistenza individuale”.

Non è l’America di Don DeLillo o di Cormac McCarthy, gli scrittori americani che, dopo la morte di Philip Roth, molti si aspettano di vedere ricevere la medaglia dal re di Svezia, ma un universo poetico con molti riferimenti al mondo classico, ai miti greci e romani, (ma anche Gretel e Giovanna d’Arco per esempio) che Glück mescola temi come la solitudine, i legami familiari, l’infanzia, le separazioni, la morte, in un viaggio interiore severo che non ha paura di affrontare il dolore.

Negli Stati Uniti Glück è un autore acclamato dalla critica, che ha vinto importanti premi. Durante la sua carriera ha pubblicato dodici antologie di poesie. Nel 1993 ha vinto il Premio Pulitzer per la poesia per la sua collezione L’iride selvatica (“L’iris selvatico”, tradotto in italiano da Massimo Bacigalupo, per l’editore Giano nel 2003, qui l’articolo di Mario Andrea Rigoni) in cui dà il pavimento alle piante e ai fiori coltivati ​​nel giardino di casa nel Vermont, specchio domestico dell’Eden. Nei suoi versi c’è spesso un’eco biblica e, a ragione, Bacigalupo parla di “teologia nel giardino” di questa raccolta.

La collezione è uscita anche in Italia Inferno, ispirato al mito di Persefone, dalla Libreria napoletana Dante & Descartes nella traduzione di Massimo Bacigalupo. Nel 2014 ha vinto il National Book Award per la poesia con Notte fedele e virtuosa, mentre nel 2003 le è stato conferito il titolo di poetessa laureata.

All’annuncio della vittoria Glück si è definita “sorpresa e felice” Mats Malm ha detto, ha riferito il segretario permanente dell’Accademia di Svezia.

8 ottobre 2020 (modifica l’8 ottobre 2020 | 14:08)

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Benvolio Cavallone

Benvolio Cavallone

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