Messico, ex ministro della Difesa arrestato negli Usa con l’accusa di traffico di droga

ST. PAOLO. L’ex ministro della Difesa messicano Salvador Cienfuegos è stato arrestato a Los Angeles per ordine della DEA, la direzione antidroga statunitense che lo accusa di collaborare con grandi gruppi di traffico di droga. Cienfuegos, 72 anni, è stato a capo delle forze armate messicane durante il governo di Enrique Peña Nieto, dal 2012 al 2018; toccava a lui coordinare la tanto annunciata guerra ai cartelli della droga che controllano il passaggio della coca dal Messico agli Stati Uniti. È indagato dallo stesso tribunale di New York che ha recentemente condannato il boss Joaquin El Chapo Guzman e che a dicembre 2019 ha arrestato un altro grande pezzo della politica messicana, l’ex ministro della sicurezza del presidente Felice Calderon (2006-2012) Genaro Garcia Luna. Arresti che supportano la tesi secondo cui il Messico è ormai diventato un Narco-Stato, dove l’influenza di grandi gruppi criminali è ormai presente ai massimi livelli.

L’attuale presidente Andrés Manuel Lopez Obrador, all’opposizione durante i due governi precedenti, ha accolto con una certa soddisfazione la detenzione di Cienfuegos. “È una notizia che ci ferisce come messicani, ma conferma quando abbiamo detto negli ultimi anni: siamo stati guidati dai narco-governi”. Non è la prima volta che la DEA e la giustizia americana puntano il dito contro alti funzionari messicani; nel 1997 un tribunale americano ha condannato a 40 anni di prigione il generale Jesus Gutierrez Rebollo, considerato il capo del controllo della droga messicano durante il governo del presidente Ernesto Zedillo. Gutierrez è stato accusato di essere al servizio del potente cartello Juarez, ma non è ancora chiaro da chi abbiano ricevuto ordini i ministri Garcia Luna e Cienfuegos. La corruzione è un male endemico in Messico e colpisce le istituzioni a livello federale o statale.

I narcos dispongono di enormi risorse finanziarie e sono in grado di acquistare il sostegno di agenti di polizia, magistrati, militari e politici. L’esercito è stato schierato durante i governi di Calderon e Peña Nieto nella guerra ai narcos, ma il risultato in entrambi i casi è stato deludente. Non solo sono aumentati gli omicidi, i rapimenti e gli attacchi, ma si sono verificate anche numerose violazioni dei diritti umani da parte dei militari, soprattutto nelle regioni più povere e contadine del Paese. Lopez Obrador non ha cambiato molto questa politica, istituendo la Guardia Nacional, un corpo d’élite composto da agenti di polizia federale e 70.000 militari per controllare le aree più violente. Nonostante la pandemia di Covid 19 che ha reso il Messico il quarto Paese più morto al mondo (85.000), il 2020 è destinato a chiudersi con un altro record di omicidi, oltre 40.000; più di cento morti uccise al giorno. Il presidente ieri ha ribadito la necessità di un’indagine approfondita sulla corruzione e connivenza tra Stato e cartelli della droga nei governi che lo hanno preceduto. Sua è la proposta di referendum popolare per la creazione di un tribunale speciale per giudicare l’operato dei cinque presidenti prima di lui. La Corte Suprema messicana ha autorizzato la consultazione, nonostante diversi magistrati ed esperti legali la ritengano incostituzionale, perché implica una forte impronta politica sull’azione della magistratura.

Barbara Matro

Barbara Matro

Linguista esperto e professionista della comunicazione con esperienza pluriennale lavorando su progetti di copywriting, transcreation, implementazione creativa e localizzazione per una vasta gamma di clienti e agenzie globali. Pensatore creativo, creativo e comprovata esperienza di lavoro sotto pressione con scadenze strette per soddisfare le aspettative del cliente e superarle. Spinto dallo spirito imprenditoriale, dallo scopo e dalla mentalità creativa per anticipare le esigenze del cliente e elaborare strategie personalizzate.

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