M5s, i tre scenari che Crimi ha presentato ai parlamentari: dal voto online per la leadership al percorso per gli Stati Generali

Vota online ora per una nuova leadership, sia che si tratti di un singolo leader o di un organo collegiale, o di avviare un processo di avvicinamento Stati generali. Era il leader politico Vito Crimi, apertura dell’assemblea dei parlamentari del Movimento a 5 stelle, illustrare i tre possibili scenari per il futuro degli M5s. “Vi chiedo di riflettere su questi”, il suo debutto. Il percorso preferito dal gruppo è anche quello che chiedono da mesi: l’inizio di una fase congressuale. Crimi ha però chiesto un dibattito e ha annunciato che, nei prossimi giorni, verranno raccolti i contributi dei portavoce via mail. Una consultazione e non un voto. “Invece”, ha spiegato, “decidere in autonomia, come previsto dallo Statuto Ho avviato un processo di confronto con tutte le realtà“.” Il metodo è quello di coinvolgere l’assemblea dei nostri membri, che non può essere ignorata “.

Il confronto, avvenuto dopo la sconfitta alle Regionali, è stato reso necessario anche dal forte malcontento dei gruppi verso i vertici del Movimento. “Vi chiedo di sbrigarvi, perché mi sento delegittimato”, è il concetto espresso dal leader che sostituisce Luigi Di Maio per sette mesi. È emersa soprattutto la necessità di rientrare nei territori e confrontarsi con tutti i portavoce, evitando “i soliti camini”. È stata chiesta una soluzione “politica” e non solo tecnica. E ancora una volta è stata evidenziata la necessità di riportare indietro la piattaforma Rousseau al Movimento. Nel frattempo, lunedì prossimo, Crimi vedrà prima i rappresentanti regionali del M5s e poi la squadra di governo. La mappa stradaleinsomma, che dovrebbe portare al primo vero congresso del Movimento 5 stelle è iniziato.

I tre scenari previsti da Crimi: “Se Stati Generali, il processo deve partire entro il 15 ottobre” – L’assemblea è stata convocata da Crimi poche ore dopo i risultati delgiorno delle elezioni e aveva come obiettivo prioritario quello di sbloccare una situazione di impasse che dura da troppi mesi. Il leader politico, completo di diapositive, ha spiegato cosa potrebbe accadere ora e ha chiesto ai parlamentari di commentare. Il primo scenario prevede il voto su Rousseau sul leader politico; il secondo prevede “un voto esclusivamente sulla governance con due passaggi: governance monocromatica o collegiale “. E se collegiale, si dovrà scegliere il modello. Infine il terzo scenario lo prevede “Entro il 15 ottobre“Vengono convocate assemblee regionali o provinciali con lo scopo di proporre un documento di sintesi con l’indicazione dei temi sui quali il M5s deve interrogarsi. Nello stesso termine” ci sarà la “costituzione di una commissione di 10 persone, da individuare tra i portavoce di Camera, Senato, Europa, regionali, comunali e membri del governo, scelti direttamente dalle singole realtà “. La commissione entro 10 giorni, avvalendosi del lavoro già svolto nelle varie assemblee regionali, documenti ricevuti “, redigerà un compendio dei temi sui quali si ritiene si esprimerà l’assemblea dei membri del Movimento: problemi organizzativi; eventuali questioni che richiedono discussione e studio “. Le questioni da votare” saranno sottoposte al leader politico “che preparerà una consultazione online.

Stavi chiedendo un percorso dal basso“, Ha detto Crimi nel suo discorso,”ed è quello che sta succedendo. Non vedi un post direttamente sul Blog con una decisione ”. Ma Crimi ha anche ricordato l’importanza della comunità dei membri della piattaforma Rousseau per il movimento: “Possiamo dare indirizzi, ma ricordiamolo, l’assemblea dei membri è la nostra ancora di salvezza e chi ha l’intelligenza collettiva per capire e valutare cosa sta succedendo e dove andare. Anche a metà agosto c’erano quasi 50.000 elettori, abbiamo una forza molto potente ”. E ha concluso: “Questo dibattito è necessario”, però “Vorrei anche ricordarvi che fuori dal paese si chiede di piùDunque, “la stessa veemenza con cui discutiamo tra di noi usiamola per parlare di come dovremo spendere i 209 miliardi del Fondo per la ripresa”.

Il dibattito in assemblea – Subito dopo il discorso di Crimi, è iniziato il dibattito. In generale, raccontano a ilfattoquotidiano.it alcuni dei presenti, i parlamentari si sono schierati per il varo degli Stati Generali e contro il voto immediato sulla leadership. Il vice è stato tra i primi a parlare Dalila Nesci che si è presentato come un esponente della corrente Parole del guerriero (ne fanno parte tra gli altri Giuseppe Brescia e Luigi Gallo). Nesci ha definito “inammissibili” le proposte di voto online: la gestione della piattaforma Rousseau nelle mani di Davide Casaleggio è una delle questioni che alcuni parlamentari chiedono di essere risolta il prima possibile. Viene richiesta una discussione che coinvolga attivamente i territori e i portavoce.

Un concetto condiviso anche dai senatori Emanuele Dessì e Primo Di Nicola. “Non è il momento per litigare … prendiamoci il tempo per parlare con la nostra gente, i contenuti hanno bisogno di mesi”, ha detto Di Nicola. Le perplessità, espresse da alcuni parlamentari, riguardano il rischio che “ad un problema politico venga data una risposta tecnica”. Per questo motivo è stato chiesto che gli Stati Generali inizino “il prima possibile” e che siano in un certo senso “permanenti”. “Se il tema”, ha ribadito Di Nicola, “è la mancanza di identità, l’identità non ti viene data facendo gli Stati Generali in tre giorni”. Il gruppo ha poi chiesto una “riflessione” su quanto fatto finora, sui successi e sui fallimenti. Un’autoanalisi che, in maniera assembleare, non è mai stata fatta finora. Tra gli altri, ha poi parlato il senatore Nicola Morra: ha parlato di “un tradimento degli ideali di M5 con il metodo top-down” e ha chiesto di rivitalizzare i Meetup.

Molti dei grandi nomi del movimento non hanno partecipato all’assemblea. Non c’erano per esempio Luigi Di Maio e Roberto Fico. Tra i pochi ministri presenti Fabiana Dadone e Federico D’Incà. E bene Lucia Azzolina in uscita, ha commentato: “È una discussione complessa, è normale che sia così. Il movimento ne ha bisogno ”.

Il malcontento e le tensioni delle ultime settimane, Buffagni: “Basta con gli struzzi” – In questi giorni l’impressione, dentro e fuori il Movimento, è quella di essere arrivati ​​a un punto di non ritorno: non è più possibile evitare una riorganizzazione e per farlo dobbiamo affrontare problemi troppo spesso ignorati. Anche per questo, solo negli ultimi quattro giorni, molti dei principali esponenti si sono esposti più volte per chiedere un cambio di passo. Oggi l’ha ribadito Roberto Fico: “Basta con le battaglie interne, dobbiamo avere una maggiore collegialità, perché alcuni problemi ancora vivi nel M5S derivano dall’eccessivo verticalismo che si è verificato ”. E quelle parole, in molti, le hanno lette come un attacco all’ex leader politico (ancora molto presente) Luigi Di Maio. Un’altra riflessione che ha suscitato molte discussioni oggi è quella di Stefano Buffagni, Vice Ministro M5s: “Continuo la mia lotta”, ha scritto su Facebook, “anche se spesso è estenuante e demotivante: l’inadeguatezza di certe scelte, di alcune persone, e dei toni nel Movimento 5 stelle è al base della situazione che stiamo affrontando. Spero che finiremo di fare gli struzzi, capire nei modi e nei luoghi giusti come cambiare, anche scacciando ‘i mercanti dal tempio’ ”.

Conte: “Sono il leader del M5s? L’impegno del governo sta assorbendo ”. E Zingaretti spera in una soluzione – In questi delicati equilibri interni, la figura di Giuseppe Conte. Chi oggi, intervistato da La Stampa, ha risposto a una domanda sulla possibilità che sia lui a guidare il Movimento. “Parla di un’esperienza straordinaria che ha innovato profondamente la politica italiana e che ora è chiamata a fare un salto che spero avvenga in seguito a un confronto franco e sereno tra le varie anime. Per quanto mi riguarda, l’impegno del governo è assorbente e richiede la mia massima concentrazione ”. Insomma, diventare un leader del Movimento non è nei suoi prossimi piani, ma non esclude categoricamente la possibilità di avere un ruolo (anche in vista della prossima legislatura). La principale preoccupazione da parte del governo è che le dinamiche interne del Movimento possano avere una cattiva influenza sulla maggioranza. Tant’è che oggi si è espresso anche il segretario del Pd sull’argomento Nicola Zingaretti: “Non voglio sfuggire alle domande”, ha detto, “ma non è corretto che io parli, nel Movimento c’è dibattito e si conferma che M5s è composito, non un monolite a cui dare Ha ragione Salvini. Mi auguro che l’esito del confronto interno porti a capire a che ora abbiamo una missione comune, abbiamo salvato l’Italia, ora abbiamo la missione di rilanciare l’economia, rimettere in campo un progetto, creare posti di lavoro e combattere le disuguaglianze ”.

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Vanna Piazza

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Sono uno specialista della comunicazione online che crede nella creatività e nella passione per il lavoro. Il mio lavoro e i valori della vita sono umiltà e responsabilità. Ho sempre guadagnato la stima dei miei capi, perché sono estremamente concentrato e fortemente determinato a contribuire al successo di qualsiasi ambiente aziendale. Ho trascorso gli ultimi tre anni a perfezionare le mie capacità di scrittura, comunicazione e marketing, in particolare quelle digitali.

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