Lazio e tampone caos: da Brugge alla Juve, la storia e cosa rischia

Il caos degli assorbenti interni continua a scuotere la Serie A. Domenica i biancocelesti saranno protagonisti contro la Juventus, ma l’ultimo turno di tamponi ha trovato tre aspetti positivi. E la FIGC ha aperto dal 3 novembre un’indagine per accertare eventuali violazioni del protocollo: le sanzioni vanno dalla semplice multa all’esclusione dal campionato, anche se l’ipotesi più gettonata sembrerebbe quella di un punto di penalizzazione, sempre se verranno accertate le violazioni e verrà addebitata la colpa. Proviamo a ripercorrere le tappe principali della storia.

27 ottobre – Bruges Eve e l’ipotesi dell’epidemia – Alla vigilia della sfida contro il Club Brugge, la squadra biancoceleste si presenta all’allenamento mattutino senza Luis Alberto, Immobile, Pereira, Lucas Leiva, Lazzari, Cataldi, Luiz Felipe, Strakosha, Djavan Anderson e Armini. Scatta subito l’ipotesi di focolaio, senza comunicazioni ufficiali da parte del club. Immobile, Luis Alberto, Lazzari, Djavan Anderson e Andreas Pereira subiscono un nuovo tampone, al Synlab (laboratorio affidato dall’Uefa), ma nessuno degli interessati parte per il Belgio.

28 ottobre – Pereira si unisce alla squadra, Immobile fuori – Il giovane centrocampista portoghese, con un risultato falso positivo, raggiunge la squadra e gioca il secondo tempo per intero. Gli altri cinque restano in Italia: ancora nessuna comunicazione dalla Lazio.

31 ottobre – Immobile torna in squadra – Il club sottopone, presso il laboratorio Futura Diagnostica di Avellino, la squadra ad un nuovo giro di tamponi (il 30 e 31). Oltre ai residenti pluriennali rimangono fuori anche Vavro ed Escalante, Djavan Anderson, Lazzari e Luis Alberto. Si aggiungono così Immobile e Leiva, così come Strakosha: quest’ultimo resta in panchina con il Torino il 1 ° novembre successivo, mentre il brasiliano e l’attaccante scendono in campo nel secondo tempo, Immobile segna su rigore.

3 novembre – Immobile, Leiva e Strakosha out in Champions League. La FIGC apre un’indagine – Nuovo ciclo di assorbenti interni, sempre al Synlab. I tre restano a Roma e non seguono la squadra russa nella trasferta di Champions League. La Federcalcio, a questo punto, apre ufficialmente un’istruttoria “per accertare eventuali violazioni dei protocolli sanitari finalizzati al contenimento dell’epidemia di Covid-19 approvata dalla FIGC e validata dall’Autorità di Governo, anche alla luce dell’alternativa positività di giocatori quali come Property, Leiva e Strakosha, disponibili per le partite di campionato e fermati per presunta positività invece dalla Uefa “. In serata arriva finalmente un comunicato della Lazio, che per la prima conferma ufficialmente il feedback positivo tra i componenti della squadra, ma fa sapere che aver “individuato possibili criticità in relazione ai risultati ottenuti dall’organizzazione europea”. Le sanzioni, se le indagini dovessero accertare violazioni al protocollo, sarebbero potenzialmente molto severe: vanno dalla semplice multa all’esclusione dal campionato.

4 novembre – Conferma del laboratorio: rilevati gli stessi positivi della UEFA – Interviene Massimiliano Taccone, presidente del consiglio di amministrazione del laboratorio di Avellino a cui si affida la Lazio: “A differenza della stragrande maggioranza dei laboratori, analizziamo 3 geni e non solo i 2 geni classici. Tra questi 3, c’è un gene della famiglia dei coronavirus che non è specifico del Covid-19. Quindi, con i nostri laboratori, abbiamo segnalato il gene positivo, ma questo non è un gene che infetta. Il laboratorio UEFA ha rifatto il tampone e anche lì ha confermato il nostro risultato ”. Successivamente, lo stesso Taccone chiarisce: “Negativi in ​​campo con il Torino. Dei 3 che non sono partiti per la Russia, solo uno positivo ”.

5 novembre – Luis Alberto negativo, il caso rompe la A – La bella notizia arriva sui social dello spagnolo, che finalmente si dichiara negativo. Nel frattempo, però, la vicenda si divide in Serie A: il Torino scrive alla Procura, oltre che alla Figc e alla Lega, per chiarire la questione. Intanto Immobile e compagni si preparano a un nuovo giro di tamponi, mentre la Lazio, attraverso i social, tuona: “Immobile non è un contagiatore. Abbiamo ragione, l’Uefa divisa i test”.

6 novembre – Tre aspetti positivi dopo i nuovi tamponi – Prima del match contro la Juventus, la Lazio si affida anche ad un altro centro di analisi, quello del Campus Biomedico di Roma. L’esito è il racconto delle ultime ore: emergono tre aspetti positivi, non ancora confermati ufficialmente dalla Lazio, anche se le luci sono inevitabilmente puntate sugli assenti contro lo Zenit. D’altronde un diverso ciclo di tamponi (molecolari e non solo rapidi) effettuato ad Avellino avrebbe invece riscontrato la negatività di tutti i componenti della squadra. I bianconeri restano alla finestra e non intervengono ufficialmente, ma informalmente fanno sapere che si aspettano la rigorosa applicazione del protocollo FIGC.

Susana Russo

Susana Russo

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