Il Napoli si è impigliato nelle regole. La sentenza Mastrandrea tutela il calcio nazionale. L’indecente canea di De Luca & C .. Agnelli evita di avvelenare la tua gente. Scudetti Calciopoli, c’è un modo per riaverli …

Secondo la Procura federale, il Napoli si è impigliato nelle regole. E lo ha spiegato in dettaglio, quasi meticolosamente. Il Napoli ha cancellato il volo per Torino prima di comunicare che non avrebbe viaggiato. Poiché non è mia abitudine fare un processo sulle intenzioni (e quindi escludendo che il Napoli lo abbia fatto sottilmente), restano ragionevolmente due ipotesi. La prima: quella paura prevaleva nel club, dopo che la squadra aveva giocato con il Genoa, come noto, decimata dai contagi. Il secondo: che le carte sono state interpretate male. Morale: il Napoli sconfitto al tavolo per tre a zero e con un punto di rigore. Ma c’è un altro aspetto evidenziato dal dispositivo di Mastrandrea: la posizione del medico del Napoli. Chi poteva essere responsabile di aver concesso la “casa” ai giocatori, senza aver preteso (seguendo la positività di due elementi della rosa) la prevista “bolla” di isolamento. Lo hanno scoperto gli ispettori federali nel “supplemento investigativo”. E ancora, a quanto pare, non sono finiti. Questo potrebbe andare oltre la giustizia sportiva.

Sono d’accordo con chi spiega che la storia è solo all’inizio. Il Napoli farà ricorso (come suo diritto) nei gradi previsti dalla giustizia sportiva. Nel caso andrà al Tar, a quello ordinario. Credo che la giustizia sportiva (nonostante le dichiarazioni inopportune del giudice d’appello Sandulli: “La classifica non si fa con Covid”) possa confermare il provvedimento di Mastrandrea. Ma il TAR potrebbe ribaltarlo. Aprire un conflitto di competenze. La situazione del Paese è oggettivamente delicata, a causa di una pandemia. Il calcio deve chiudere la stagione: gli interessi in gioco sono enormi.

La decisione di Mastrandrea appare anche come un monito a chi aveva pensato di fare come il Napoli. Una decisione che tutela il calcio nazionale.

Tutto ciò non significa che le possibilità (magistrati, scrittori, giornalisti, cantanti, attori, medici, ex giocatori, ex dirigenti, politici) siano state trovate indecenti. Le parole di De Luca non possono essere declassificate come mera epurazione dei fan.

Tuttavia, tutto potrebbe evaporare. La Juventus ha evitato di comparire in tribunale. Se il verdetto viene ribaltato, la Juve non farà appello e giocherà. Lo ha ribadito Andrea Agnelli in assemblea. Soluzione che non disprezzo: si vince in campo, non a tavola. Evita però che Agnelli si sottometta alla data del 13 gennaio, ipotizzata per un possibile recupero. E non solo perché quella data sarebbe vicina (quattro giorni) alla sfida contro l’Inter e otto alla gara di SuperCoppa contro il Napoli. Il “principe” è spesso costretto, per ragioni di stato, a prendere decisioni che non gli piacciono. Machiavelli potrebbe essere illuminante. Ma Agnelli evita di avvelenare la tua gente.

L’assemblea dei soci ha certificato un “rosso” (previsto) di quasi 90 milioni di euro. Ribadito che la Juve non c’entra con la vicenda Suarez, e che la Juve è una parte infortunata per infiltrazioni criminali nella sua curva, Agnelli ha annunciato il nuovo ruolo di Cherubini al fianco di Paratici. E poi Agnelli ha spiegato che la Juve non ha rinunciato a far annullare gli scudetti da Calciopoli: aspettano al Tar. Ma il presidente del Tar Agnelli non vi darà soddisfazioni. Vai a Strasburgo e affida il caso all’avvocato Dupont. Sembra che non abbia mai perso un appello in quel forum.

Sabato si gareggerà a Crotone. Suonerà anche l’ultimo acquisto, Chiesa. Ci saranno Morata e Kulusevski. Non ci sarà Ronaldo, positivo al virus. Non ancora Dybala, alle prese con problemi intestinali. Non Mckennie, non Ramsey. Vediamo cosa vale la Juventus senza di loro.

Susana Russo

Susana Russo

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