entro il 20 novembre i dati all’ufficio delle imposte di InvestireOggi.it

Gli operatori finanziari che trasmetteranno all’Agenzia delle Entrate i dati per il controllo del cosiddetto “bonus commerciante POS” avranno tempo fino al 20 novembre per inviare la relazione per i mesi di luglio, agosto e settembre 2020.

L’invio può essere cumulativo e influire anche sui dati del mese di ottobre.

Queste le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n ° 503 del 27 ottobre 2020.

Prima di esaminare le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, è utile ricordare il bonus POS.

Ci BONUS POS

Il bonus POS è un credito d’imposta concesso agli esercenti per recuperarli dalle commissioni pagate alle banche che mettono a disposizione il servizio POS.

La struttura è stata introdotta con l’art. 22 del D.Lgs 124/2019.

In particolare, il paragrafo 1 prevede che:

Alle imprese, arti o professioni spetta un credito d’imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le operazioni effettuate con carte di credito, debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione ai sensi dell’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

Come riportato sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, il credito d’imposta sulle commissioni per le transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronico.

è una prestazione destinata agli imprenditori o ai lavoratori autonomi, con entrate e stipendi inferiori a 400.000 euro.

Il credito d’imposta è quindi pari al 30% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con consumatori privati ​​tramite strumenti di pagamento tracciabili.

Il riferimento è a carte di credito, carte di debito, carte prepagate, ecc.

Ad esempio, se vado in un negozio di abbigliamento e pago i miei acquisti con un bancomat, il commerciante dovrà una commissione alla banca o altra entità finanziaria che gli ha messo a disposizione il POS.

Il bonus serve proprio per sollevare il commerciante da queste commissioni.

Utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione in F24:

  • a partire dal mese successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa e
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito.

Inoltre, deve essere indicato anche nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello in cui si conclude l’utilizzo.

Il credito d’imposta non è tassabile.

Inoltre la maturazione del credito d’imposta è automatica, da qui la necessità:

  1. conoscere le transazioni elettroniche effettuate durante ogni mese;
  2. sia per l’operatore che deve individuare il bonus dovuto sia per l’Agenzia delle Entrate che verifica la legittima titolarità del bonus.

Da qui sono state emanate rispettivamente due distinte disposizioni:

  • ioil provvedimento del 21 aprile 2020 della Banca d’Italia attraverso la quale sono stati individuati i criteri e le modalità con cui i prestatori di servizi di pagamento comunicano agli esercenti le informazioni utili per la determinazione del credito d’imposta del 30% sulle commissioni pagate nel mese di riferimento;
  • il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 181301/2020 del 29 aprile 2020, con cui sono stati definiti i termini, le modalità e il contenuto delle comunicazioni mensili trasmesse per via telematica all’Agenzia delle Entrate dai gestori dei sistemi di pagamento.

Le comunicazioni riguardano le commissioni applicate, registrate a partire dal 1 luglio 2020.

Commissioni da cui calcolare il credito d’imposta del 30% dovuto all’operatore.

Gli obblighi degli operatori finanziari

Gli operatori finanziari hanno quindi un doppio obbligo, ovvero:

  1. mettere a disposizioneAgenzia delle Entrate le informazioni necessarie alla verifica del credito d’imposta dovuto (provvedimento del 29 aprile 2020),
  2. trasmettere agli esercenti, mensilmente ed elettronicamente, l’elenco delle operazioni effettuate e le informazioni relative alle provvigioni pagate (provvedimento del 21 aprile 2020).

Questo, al fine di tutelare la trasparenza sui costi delle commissioni bancarie.

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta sul punto 1 il 27 ottobre con risposta n ° 503.

Bonus POS, invio dati entro il 20 novembre: risposta n ° 505

La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata entro il 20 ° giorno successivo al mese di riferimento. Pertanto, la prima comunicazione relativa al mese di luglio doveva essere effettuata entro il 20 agosto.

In considerazione di ciò, il firmatario, con specifica richiesta di pronuncia, ha chiesto chiarimenti in merito al scadenza 20 agosto. Notando che:

“Almeno per il primo mese di applicazione della normativa di riferimento si è costretti a ottemperare in ritardo con un ritardo non superiore a novanta giorni” e, pertanto, si chiede quali siano le conseguenze sanzionatorie di tale ritardo nella trasmissione dei dati e se esso può avvalersi dell’istituto del pentimento attivo di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472

L’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni con risposta n ° 503.

Bonus POS, invio dati entro il 20 novembre: le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

In particolare, con riguardo alle sanzioni applicabili alle violazioni riguardanti la comunicazione in questione, si applica quanto segue:

la sanzione amministrativa di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 471 secondo la quale “1. Le seguenti violazioni sono punite con la sanzione amministrativa da € 250 a € 2.000: omissione di ogni comunicazione prevista dalla normativa tributaria anche se non richiesta dagli uffici o dalla Guardia di Finanza al contribuente oa terzi soggetti nell’esercizio dei poteri di accertamento e accertamento in materia imposte dirette e imposta sul valore aggiunto o che inviano tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri “.

Attenzione, la predetta sanzione si applica sia in caso di mancata comunicazione dei dati all’Agenzia, sia in caso di comunicazione con dati incompleti o non veritieri.

Quindi, riguardo al ricorso al pentimento attivo:

  1. la mancata comunicazione, ovvero inviata oltre il termine ordinario non potrà più essere sanata, né potrà essere revocata la sanzione;
  2. il comunicazione errata può essere rettificata entro tre mesi dalla data di scadenza dell’originale trasmissione e, conseguentemente, anche la sanzione è recuperabile.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate stabilisce un trattamento preferenziale temporaneo e generale,

tenuto conto che, in fase di prima applicazione delle disposizioni sopra descritte, diversi soggetti hanno lamentato le difficoltà tecniche ed operative nel comunicare tempestivamente i dati per i mesi di luglio, agosto e settembre 2020, è consentito effettuare comunicazioni cumulative con i dati per il mese di ottobre 2020.

In sintesi

In sintesi, gli operatori finanziari che trasmetteranno all’Agenzia delle Entrate i dati per il controllo del cosiddetto “bonus commerciante POS” avranno tempo fino al 20 novembre per inviare la relazione per i mesi di luglio, agosto e settembre 2020.

L’invio può essere cumulativo e influire anche sui dati del mese di ottobre.

Angelo Narcisi

Angelo Narcisi

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