Elezioni Usa, lo spettro dell’impasse Usa sul governo: cosa faranno i Trumpiani a 5 stelle?

“Ma la nostra posizione, che cos’è?”. La domanda, apparentemente innocua da parte di uno dei professionisti della comunicazione che seguono uno dei ministri del governo Conte, ha rivelato un imbarazzo che l’esecutivo italiano dovrà affrontare nelle prossime ore. Che posizione avrà l’Italia rispetto a quanto sta accadendo negli Stati Uniti? Cosa diranno delle incredibili accuse di “elezioni rubate” dal presidente uscente Donald Trump? Quello che sta emergendo è il grande malinteso di questi anni. Un malinteso interamente all’interno del Movimento 5 Stelle. Perché, senza nemmeno fare troppe distinzioni, è chiaro che tutto il nostro Partito Democratico è con Joe Biden. E, soprattutto, sta vivendo con incredulità le dichiarazioni di Trump in queste ore. “Alzare il livello del confronto democratico in questo modo – ha ragionato ieri sera un ministro molto preoccupato – può essere un grave problema per gli Stati Uniti, ma anche per la stabilità dell’Europa. Continuiamo a ricevere segnali di grande preoccupazione da tutta l’intelligence europea”. agenzie. per il mantenimento dell’ordine pubblico in questa seconda ondata di Coronavirus. Il terrorismo islamico ha ripreso ossigeno, non possiamo permettere nemmeno agli Stati Uniti di mettere in discussione i valori democratici, come è per accettare l’esito di un’elezione “.

Il più grande imbarazzo, ovviamente, viene dalle parti del Presidente del Consiglio. “Giuseppi” – come Trump ha chiamato il premier Conte nell’endorsment via twitter che probabilmente ha cambiato la storia politica di Conte, dandogli un’importante legittimità per il secondo mandato seppur con una diversa coalizione di governo – pur mantenendo un’apparente neutralità in campagna elettorale, non l’ha mai fatto ha nascosto il suo rapporto privilegiato, anche personale, con il presidente Trump. Una relazione che è fiorita anche tra i nostri servizi di intelligence, come dimostra la controindagine sul Russiagate. L’ala guidata da Alessandro Di Battista è certamente trumpiana, e non tanto per Trump quanto per il trumpismo: il lessico dell’anti-sistema, dei poteri forti è lo stesso. Mentre il presidente della Camera, Roberto Fico, e i parlamentari a lui più vicini che in questi mesi si occupano di affari esteri hanno avuto diverse occasioni di contatto con uomini della campagna di Biden. La questione più importante, però, riguarda l’atteggiamento che avrà il nostro ministro degli Esteri, Luigi di Maio. “Per il momento niente commenti” dicono dalla Farnesina, dove fanno notare come Di Maio in questi mesi abbia avuto un rapporto preferenziale con la diplomazia americana, pur mantenendo rapporti sempre equidistanti tra Trump e Biden.

Lo spettro che si vede sullo sfondo, però, è quello del Venezuela quando l’Italia, unico Paese occidentale, mantenne una sorta di neutralità tra Maduro e Guaidò, mettendo in imbarazzo l’intera Unione. “Lo stesso non può accadere se le cose negli Stati Uniti degenerano come speriamo ma non accadrà”, ha detto il Partito Democratico. Vedremo.

Barbara Matro

Barbara Matro

Linguista esperto e professionista della comunicazione con esperienza pluriennale lavorando su progetti di copywriting, transcreation, implementazione creativa e localizzazione per una vasta gamma di clienti e agenzie globali. Pensatore creativo, creativo e comprovata esperienza di lavoro sotto pressione con scadenze strette per soddisfare le aspettative del cliente e superarle. Spinto dallo spirito imprenditoriale, dallo scopo e dalla mentalità creativa per anticipare le esigenze del cliente e elaborare strategie personalizzate.

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