È vero, una delle Juventus più deboli e peggiori della storia. Un ripristino urgente, ma un problema rimarrà irrisolto. Sentenze premature su Pirlo, ma il progetto va rivisto. Le luci e le ombre di Paratici. Sarri sta ridendo? Se è così…

La regina è nuda: lunga vita alla regina. Facile sparare a Madama dopo averla vista arrancare contro il Barcellona. Facile e inutile. Quello che è successo era prevedibile. Se hai difficoltà a vincere contro Crotone e Verona, non puoi pensare di fare meglio contro Messi e compagni. La Juve paga l’inesperienza di Pirlo e quella di alcuni suoi giovani. Pagano le pesanti assenze degli infortunati, Ronaldo in primis. La sfortuna paga: ai boschi e ai gol annullati al millimetro con Crotone e Verona, si è aggiunto il record mondiale dei tre gol annullati in Champions League su indicazione del Var. Può lamentarsi Morata, non Juventus: l’arbitrato è stato esemplare. Non sono arrogante come quello di Pasqua. Regia perfetta: anche nella distribuzione delle carte.

Un quotidiano iberico ha scritto che il Barca ha vinto contro “una delle peggiori e più deboli Juventus della storia”. È la verità: il Barcellona avrebbe potuto farne quattro.

Ora dobbiamo resettare. Forse sarebbe utile che qualcuno si unisse a Pirlo. Non per metterlo sotto tutela. Ma per aiutarlo a gestire il momento. E un progetto di gioco forse meno ambizioso ma più redditizio. Uno che ha l’esperienza delle vittorie. E soprattutto delle sconfitte.

La situazione generale, a causa di covid, è grave. Il futuro incerto. E in ogni caso, fino a gennaio, sarà impossibile comunque intervenire. Tornerà qualche eccellenza che manca (da Ronaldo a De Ligt). Le cose andranno meglio. È più di un desiderio.

Ma un problema resterà irrisolto: il centrocampo. Dove i lavoratori abbondano ma non c’è traccia di un architetto. Lo scambio Pjanic-Arthur (che ha 24 anni non 22) è stato un “figo” finanziario. Ma allo stesso tempo una scelta tecnica discutibile. Bentancur non sarà mai un regista. Rabiot meglio di così sarà difficile da vedere. Ramsey è fantastico, ma muscolosamente fragile. McKennie non sa che pesce sia. Il Khedira è un lusso che nemmeno un club solido come la Juventus può permettersi.

Il momento è delicato. Rimango però dell’idea che sarebbe ingeneroso condannare l’opera di Pirlo dopo così poco tempo. Dicono che Sarri stia ridendo: se lo fosse, dovrebbe evitarlo. Parte dei problemi attuali (dalla vendita di Can, al mancato arrivo di Haaland) li ha creati. Tutto ciò non deve però eliminare le responsabilità di chi ha messo insieme la squadra. Chi a parametro zero ha preso Rabiot e Ramsey e non Goretska che a Monaco (tra l’altro) guadagna meno di francesi e gallesi. Ogni partita del Dortmund è uno schiaffo in faccia per Paratici. Perché il biondo norvegese continua a segnare. Così come ultimamente Kean ha ripreso a farlo a Parigi: come nella Juve di Allegri. Ci sono cose che devono essere dette. Che, ad esempio, la Juventus avrebbe avuto bisogno (probabilmente) più di un Gosens che di una Chiesa. Quel qualcuno come Kumbulla doveva essere preso, soprattutto se avevi intenzione di sbarazzarti di Rugani. Quel Tonali a cui non avresti dovuto rinunciare. Proprio come adesso, non dovresti arrenderti a Gravenberch. Perché il ragazzo dell’Ajax è il futuro. Mentre l’originale suona a Manchester, sfiora i trenta. E comunque non te lo puoi permettere.

Sono del parere che (seppur forzato dal budget) alcune scelte di Paratici possano essere riviste. Questo non lo rende un manager scadente: aveva ragione su Morata. Su Kulusevski l’avrà quasi sicuramente. Solo chi non lavora non sbaglia. Nel calcio gli errori vengono amplificati. Se li impegni alla Juventus (in campo, come dietro una scrivania), finisci nel tritacarne. In ogni caso: dopo averla vista nuda, rugosa e spettinata, chi considera la diga “sul viale del tramonto” farebbe meglio a non sbilanciarsi. Non prendere mai la signora Omicidi per “finita”: quanto ti distrae, ti avvelena. Come quei Borgia. Nella casa di cui nessun romano potrebbe affermare di aver “cenato”.

Susana Russo

Susana Russo

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