Dyson 360 Heurist, il robot aspirapolvere che impara dalle sue esperienze

Dyson rinnova il suo robot aspirapolvere: nei prossimi giorni (a partire da inizio novembre) arriverà sul mercato il nuovo Dyson 360 Heurist, un prodotto che punta a bissare i successi dei famosi aspirapolvere a batteria del brand britannico.

Dyson, una scuola di pensiero in sé

Si può dire tutto di Dyson, tranne che non ha un pensiero tutto suo. Non si parla di prodotti Dyson “copiati” o anche semplicemente ispirati dalla concorrenza, mentre è certamente vero che l’azienda britannica ha fatto scuola su molti aspetti del design.

I robot aspirapolvere, almeno esteticamente, sono tutti un po ‘simili. Ma come al solito Dyson è un’eccezione anche in questo campo: oltre a mettere in pista le tecnologie distintive del brand (aspirazione ciclonica e motori digitali davanti a tutti, le soluzioni proposte in questo ambito da Dyson sono sempre state molto originali, a partire da le proporzioni. Prendiamo ad esempio il modello commercializzato dal 2014 in poi, il 360 Eye: questo ha segnato una netta rottura con la concorrenza, con un “ingombro” molto più piccolo e un maggiore sviluppo in altezza. In questo modo – i progettisti dell’azienda spiegaci: è molto più facile per il robot coprire completamente le superfici, poiché il robot è molto più bravo a districarsi in spazi ristretti, come tra le gambe di sedie e tavoli. lo svantaggio è che il robot incontra un ulteriore ostacolo di altezza, come divani e mobili bassi.

Il nuovo 360 Heurist conferma tutte le scelte di macro-design fatte con il 360 Eye ma – ci dicono i designer – ogni aspetto è stato rivisto per migliorarne le prestazioni: “Non fatevi ingannare dall’estetica simile – ha detto Alex Davies, Senior Robotics. Engineer -; 360 Heurist è un prodotto completamente nuovo “.

Eurista, cioè, impara dalle sue esperienze

Partiamo dal nome, “360 Heurist”: la novità sta nel suffisso. Al suo posto si conferma l’occhio – la telecamera – che guarda il soffitto (da cui il nome Eye della versione precedente). Ma quell’Eurista (euristico) indica proprio la propensione del robot a “sperimentare”, ad esplorare il territorio e fare tesoro delle proprie esperienze. Il 360 Heurist, infatti, memorizza le mappe di dove opera, studiando il percorso intrapreso e la visione dell’ambiente ottenuta attraverso la telecamera, e le affina passo dopo passo; ne può memorizzare parecchi (quindi può essere spostato da un piano all’altro senza “perdersi”) e per farlo può contare su una memoria 20 volte maggiore rispetto al modello precedente.

Una volta che la mappa è stata messa a punto, l’utente può definire i confini delle stanze dall’app (così da avviare una pulizia solo in una di esse) e creare aree di attenzione: in questo modo l’utente può impedire al robot di visitare zone “delicate” anche se non delimitate; oppure può limitarne il funzionamento semplicemente aspirando ma fermando le spazzole, ad esempio per proteggere tappeti delicati o evitare le insidie ​​di frange troppo lunghe. Allo stesso modo, è possibile, in aree selezionate dall’utente, impedire a 360 Heurist di impegnarsi con tutto il suo vigore nel tentativo di superare eventuali ostacoli, ovvero di non utilizzare tutta la potenza delle sue tracce.

L’aspirazione è Dyson

Ma poi, alla fine, oltre ad essere “intelligente” e mappare la casa, lo scopo di un robot è pulire dove passa. Per fare questo, Dyson ha messo in campo la stessa architettura degli aspirapolvere ciclonici alimentati a batteria, con un motore V2 digitale da 78.000 rpm che – secondo le dichiarazioni dell’azienda – aspira con una potenza del 20% superiore al 360 Eye.

Le spazzole sporgono leggermente dalla forma circolare e sono poste nella zona centro-frontale dell’apparecchio: in questo modo, anche nell’impianto di piccole dimensioni, la superficie di pulizia e aspirazione è la più ampia possibile, tanto che – spiega l’ingegnere Alex Davies – non c’è bisogno di avere la classica spazzola rotante che si trova su altri apparecchi: “Le spazzole rotanti vengono utilizzate da altri robot per portare la polvere verso il centro, dove si trovano le spazzole e la capacità di aspirazione. Ma la maggior parte delle volte la polvere così spostata rimane in sospensione e le briciole vengono gettate via. Con la nostra soluzione, invece, dove passa il robot aspira, su tutta l’area di passaggio“.

E l’aria in uscita è decisamente pulita: tra il sistema a ciclone ei due filtri (l’ingresso e l’uscita) il robot Dyson è certificato per catturare e produrre i propri allergeni e particelle fino a 0,3 micron, molto più fini dei famigerati PM10 e PM 2.5.

8 sensori e una stanza per l’orientamento. E le “luci” se è buio

Il nuovo Dyson 360 Heurist è dotato di 8 sensori distribuiti sulla macchina e di una telecamera iper-grandangolare rivolta verso il soffitto. Due sono i sensori di ostacolo posti nella parte anteriore che impediscono al robot di entrare in contatto con gli ostacoli posti di fronte: contrariamente a quanto fanno molti prodotti concorrenti, che devono “sbattere la testa” contro ciò che ha davanti per capire che non puoi superare, Dyson 360 Heurist rallenta e si ferma un attimo prima. Due sensori sono invece nella parte inferiore e impediscono al robot di “suicidarsi” ad esempio saltando da una scala: il sensore rileva il vuoto e arresta immediatamente il robot. Due cosiddetti sensori di avvicinamento al muro assicurano che il robot passi molto vicino ai bordi, così da aspirare anche la polvere più nascosta. La dotazione di altri due sensori a lungo raggio, in grado di “leggere” eventuali ostacoli anche a due metri di distanza.

La stanza, invece, riprende i mobili e il soffitto, in modo da mappare anche gli elementi fisici della casa e non solo il perimetro, che permette al robot di orientarsi in ogni momento: anche se sollevato e spostato da mano ad un’altra zona mappata della casa, il 360 Heurist, si guarda intorno, scopre dov’è e ricostruisce la via del ritorno “a casa” dopo il lavoro. A tale scopo, il 360 Heurist è attrezzato anche per cavarsela in piena oscurità: 6 led posti in giro per la stanza sono pronti per accendersi e dare al robot abbastanza luce per tornare a vedere, fattore chiave per portare a termine regolarmente il lavoro anche a persiane completamente abbassate e casa incustodita.

Telecomando e programmazione da qualsiasi luogo

Come richiesto a un robot nel 2020, il Dyson 360 Heurist è connesso a Internet tramite Wi-Fi e dispone anche di connettività Bluetooth funzionale per la prima configurazione tramite smartphone. Il controllo si ottiene tramite l’app Dyson Link, la stessa che già utilizzi per controllare altri apparecchi Dyson connessi, come lampade o purificatori. Tramite l’app è possibile emettere un comando di pulizia, verificare la durata stimata dell’intervento effettuato dal robot, confermare la conclusione delle operazioni. Ma soprattutto, dopo aver effettuato la prima mappatura, è possibile suddividere l’abitazione in ambienti logicamente separati, in relazione ai quali si possono dare ordini di pulizia separati, modificando anche per ciascuno l’intensità dell’aspirazione richiesta.

Arriva all’inizio di novembre esclusivamente da MediaWorld

Il robot Dyson 360 Heurist dovrebbe debuttare nei negozi a partire dai primi di novembre, con il tempismo perfetto per richiedere un regalo di Natale. Certo, un regalo non per tutti, visto il livello di prezzo che, secondo la tradizione Dyson, non è certo ai più bassi del mercato. Questa volta, però, i 999 euro richiesti sono in linea, se non addirittura inferiori, alla migliore concorrenza, cosa non comune per i prodotti del brand inglese. La distribuzione, almeno in una prima fase, sarà controllata e riguarderà il negozio online Dyson, il negozio Dyson di Milano e tutti i negozi MediaWorld, il che significa che al momento ha la vendita in esclusiva di questo prodotto.

Se questo prodotto riuscirà davvero a mantenere tutte le promesse fatte da Dyson al lancio lo scopriremo presto: nelle prossime ore inizieremo il test approfondito di 360 Heurist, presto su queste pagine.

Antonia Angelo

Antonia Angelo

Affascinato e curioso di tecnologia e design, sin da bambino ho sempre studiato e guardato il mondo evolversi intorno a me ponendomi sempre nuove domande a cui rispondere. Grazie all'esperienza professionale acquisita negli anni, comunico in modo chiaro e preciso riuscendo a rispondere a specifiche richieste del cliente e / o dell'utente di riferimento. Per me, l'aspetto grafico rappresenta un modo di comunicazione visiva che mira a emozionare. Viaggio spesso per partecipare a corsi o incontri per aggiornarmi, conoscere e confrontarmi / misurarmi con nuove persone.

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