Covid Italia, rallenta la curva di contagio. Gli esperti: le chiusure funzionano

ROMA «Guardare la curva degli dei con occhi onesti contagio finalmente sembra che stia iniziando a raffreddarsi ». Quindi ieri sera il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, ha validato in conferenza stampa quanto sempre più esperti stanno supportando nelle ultime ore. “I provvedimenti del governo e i comportamenti virtuosi della maggioranza degli italiani” funzionano.

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Un primo sorriso dopo settimane di dura lotta, durissima in alcuni territori, che trova conferma anche guardando i dati. Nonostante ieri si sia registrato ancora un numero elevato di morti (636) e di contagiati (37.978), va sottolineato non solo come da almeno 5 giorni i nuovi pazienti ricoverati siano in diminuzione (+811 mercoledì, +429 ieri) di tanto come sta facendo soprattutto il numero di positivi rispetto ai tamponi molecolari eseguiti.

Se dal 1 ottobre la percentuale è sempre salita (dal 2,2% su 118.000 tamponi, al 16,3% su 183.000 del 1 novembre fino al picco del 7 novembre con il 17,2%), da almeno due giorni il trend ha iniziato a rallentare, colpendo il 16,2% ieri e il 14,6% mercoledì. Abbiamo raggiunto il cosiddetto altopiano, punto in cui ancora non si scende ma non si sale più. Presto per gridare allo scampo, ma quanto basta per testimoniare che le chiusure e le restrizioni fino ad oggi applicate iniziano ad avere effetto.

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Cts e Lombardia

«Siamo cautamente ottimisti e quindi puntiamo a stabilizzare la curva. Ma fa bene incrociare le dita ». Quando anche un estremista della prudenza come Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, inizia a parlare in questo modo, si può proprio dire che le cose iniziano a prendere una piega diversa. “Questo non vuol dire che sia fatto – precisa – altrimenti arriva qualcuno a dirci che dovremmo riaprire le discoteche o le piste da sci, ma che le chiusure sono l’unica cosa che funziona”.

Infatti la distanza, con maschere e disinfettante, “è l’unica terapia che abbiamo”, aggiunge, poi “possiamo fare tutti i sofismi che vogliamo”. Le chiacchiere sono praticamente nulle, le chiusure funzionano. Un po ‘come ha rimarcato ieri il direttore generale dell’Ats di Milano Walter Bergamaschi, che ha annunciato che “la città RT oggi intorno all’1,25, con il blocco sta diminuendo di giorno in giorno e si è quasi dimezzata rispetto al momento di punta”. diciamo rispetto al 2,35 raggiunto lo scorso 22 ottobre.

“Le chiusure, dal ristorante al bar – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e membro del CTS lombardo – sono l’unica ricetta che conosciamo per limitare il più possibile il numero di persone che contraggono il virus e, quindi, abbassare la pressione su tutto il sistema sanitario per recuperare la possibilità di tornare finalmente ad utilizzare il tracking ». Infatti, senza un adeguato tracciamento dei contatti, tutto è” molto più difficile “. Si tratta quindi di ragionare per obiettivi e, gradualmente, di poter arrivare di nuovo sulla buona strada assumendo solo rischi calcolati. Proprio come quelli assunti nelle scuole italiane che, secondo quanto spiegato al governo dal presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, oggi possono restare aperti nei modi definiti. Cioè con soli liceali in la formazione a distanza al 100% Secondo l’esperto, infatti, la fascia più a rischio è quella che adesso è a casa: i giovani dai 14 ai 18 anni.

Gimbe

È arrivata invece la fondazione Gimbe per frenare il primo entusiasmo legato alla leggera curva della curva e per riportare l’attenzione sui numeri assoluti. Come ha spiegato ad Agorà il presidente Nino Cartabellotta, su Rai 3 ieri infatti “abbiamo superato i 600mila casi attualmente positivi”. Ovvero pazienti in isolamento domiciliare, ricoverati in ospedale con sintomi o in terapia intensiva. “Questo è un dato importante perché, come sappiamo, un’epidemia si definisce ‘fuori controllo’ quando i positivi superano l’1% della popolazione e ieri, oltre ad aver superato il milione dall’inizio della pandemia, si soglie dell’1% della popolazione attualmente contagiata da Sars-Cov-2 »In pratica, al di là dei primi segnali di miglioramento, servirà più tempo per tornare al top.

Ultimo aggiornamento: 00:22


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Barbara Matro

Barbara Matro

Linguista esperto e professionista della comunicazione con esperienza pluriennale lavorando su progetti di copywriting, transcreation, implementazione creativa e localizzazione per una vasta gamma di clienti e agenzie globali. Pensatore creativo, creativo e comprovata esperienza di lavoro sotto pressione con scadenze strette per soddisfare le aspettative del cliente e superarle. Spinto dallo spirito imprenditoriale, dallo scopo e dalla mentalità creativa per anticipare le esigenze del cliente e elaborare strategie personalizzate.

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