Covid France, record storico di contagi: 16.000 in 24 ore

Record storico di contagio di Covid-19 nel Francia: 16.096 in 24 ore. Le nuove cifre piombano su Parigi nel bel mezzo della polemica sulla nuova stretta sulle norme sanitarie. Il governo li ha comunicati ed è un tetto che non è mai stato raggiunto. Dopo la prima ondata di coronavirus, le rianimazioni superano per la prima volta 1.000, ospitando ora 1.048 pazienti (46 in più rispetto a ieri). Il numero delle vittime è aumentato di 52 da ieri, arrivando a un totale di 31.511 ora. D’altra parte, nell’ultimo giorno 52 persone hanno perso la vita per complicazioni legate all’infezione.

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Una doccia fredda nel giorno della rivolta dei sindaci contro l’inasprimento del governo francese per fronteggiare la recrudescenza del coronavirus che prevede, tra l’altro, la chiusura completa di bar e ristoranti nella zona tra Marsiglia e Aix-en- Provenza e chiusura anticipata alle 22 per Parigi. «Zitto Véran!»: Dopo il sindaco di Marsiglia, Michèle Rubirola, anche quella di Aix, Maryse Joissains, si è lanciata contro il ministro della Salute, reo di aver annunciato ieri sera la contestata repressione anti-Covid.

Anche il primo cittadino di Parigi era irritato, Anne Hidalgo. In tv, il primo cittadino socialista ha respinto le “misure molto restrittive” annunciate ieri e ha deciso “purtroppo, senza consultazione”. Quindi l’amarezza di essersi fatta sentire solo “un’ora prima” e il malinteso per la chiusura delle palestre. «Mi chiedo in cosa possa aiutarci il fatto di non praticare più sport …». Scintille anche a Marsiglia. Intervenendo in conferenza stampa, questa mattina il vicesindaco Benoit Payan ha denunciato un “insulto” da parte dell’amministrazione Macron e ha chiesto una proroga di dieci giorni prima di mettere in atto le misure restrittive. Ma in un paese che registra migliaia di casi al giorno, il governo risponde a picche.

Covid, allarme Ue: “In alcuni Stati la situazione è peggiore del picco di marzo”. Italia a “rischio moderato”

“La situazione in alcuni Stati è persino peggiore del picco di marzo, il che è molto preoccupante. E significa che le misure di controllo adottate non sono state abbastanza efficaci o non sono state applicate, o non sono state seguite come avrebbero dovuto essere.


A un certo punto, quando si tratta di proteggere la vita delle persone – ha ammonito Véran intervenendo in Senato – deve prevalere il principio di responsabilità ». “Secondo gli indicatori, siamo in una situazione in cui non possiamo permetterci di aspettare 10 giorni in più”, ha sottolineato il dirigente citato da Bfm-Tv. Una posizione che il primo ministro Jean Castex ha difeso questa sera nel suo primo dibattito televisivo da quando si è insediato a Matignon. Intervistata dal quotidiano La Provence, il sindaco di Aix – noto per il suo carattere vulcanico – ha detto di nutrire una “rabbia mostruosa” e ha equiparato la chiusura di bar e ristoranti della zona a una “catastrofe”.

L’area tra Aix e Marsiglia è in “massima allerta”, con un tasso di incidenza del virus che supera i 250 casi di Covid-19 ogni 100.000 abitanti. “Abbiamo cinque pazienti in terapia intensiva e dieci persone ricoverate in tutta la città”, difende però il primo cittadino, secondo cui l’esecutivo parigino si spinge troppo oltre, instaurando un “clima di ansia”. «La gente non vorrà più mandare i figli a scuola, i negozianti falliranno», attacca Joissains, aggiungendo: «Qui bisogna calmare la popolazione e loro fanno tutto il contrario. Qui esageriamo, dico: taci Véran! L’alta amministrazione sta impazzendo. ‘

“Stupore” e “sorpresa” per gli annunci dell’esecutivo sono stati espressi anche dal sindaco di Marsiglia, Michèle Rubirola, secondo cui nella “situazione sanitaria attuale nulla giustifica questa decisione”, mentre il presidente della Provenza-Alpi-Costa Azzurra Azur (Paca), Renaud Muselier, è indignato per quella che considera una “punizione collettiva” e domani presenterà una denuncia contro la chiusura di bar e ristoranti. “Molto, molto arrabbiato” anche il principale sindacato dei ristoratori di Aix e Marsiglia. “Abbiamo quasi l’impressione che Parigi consideri Marsiglia come un piccolo pesce che non dobbiamo nemmeno avvertire”, deplora Bernard Marty, il numero 1 di Umih.

Ultimo aggiornamento: 20:59


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Vanna Piazza

Vanna Piazza

Sono uno specialista della comunicazione online che crede nella creatività e nella passione per il lavoro. Il mio lavoro e i valori della vita sono umiltà e responsabilità. Ho sempre guadagnato la stima dei miei capi, perché sono estremamente concentrato e fortemente determinato a contribuire al successo di qualsiasi ambiente aziendale. Ho trascorso gli ultimi tre anni a perfezionare le mie capacità di scrittura, comunicazione e marketing, in particolare quelle digitali.

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