Coronavirus in Germania: boom di nuovi casi. E la profezia della Merkel rischia di avverarsi

BERLINO – “Siamo al coupon d’autunno. Si fa più freddo e le infezioni aumentano in modo preoccupante. E sono soprattutto i giovani a contagiarsi: si considerano immortali”. Quella Jens Spahn è arrabbiato con Berlino, si è capito da giorni, da quando il ministro della Salute si è lamentato che quando entra in certi ristoranti con una maschera “mi guardano come un marziano”.

Questa mattina, commentando un nuovo, preoccupante picco – 4058 casi registrati in Germania nelle ultime 24 ore – il politico democristiano ha parlato di “comportamenti ignoranti” nei confronti della capitale.

I nuovi focolai, tra matrimoni e feste

Sul web ci sono foto di matrimoni spensierati-focolai, agenzie pubblicano segnalazioni di raduni illegali nei parchi, feste vietate, diffusa resistenza passiva alle restrizioni ancora in vigore. E il resto del paese guarda al “caso Berlino” con crescente sospetto. Alcuni terreni hanno già imposto tamponi obbligatori e quarantena e addirittura divieto di pernottamento per chi proviene in particolare da quattro quartieri della capitale, due dei quali sono quelli degli studenti e della movida.

In generale, alcune terre hanno deciso autonomamente di imporre restrizioni a chi proviene dalle aree a rischio. Non un dettaglio, in vista delle vacanze autunnali, quando milioni di tedeschi si trasferiscono con le loro famiglie perché la scuola si ferma per due settimane. Nel frattempo, in Germania e non solo, molti iniziano a comprendere il recente nervosismo di Angela Merkel.

La “profezia di Angela Merkel”

Dieci giorni fa, quando la cancelliera aveva tracciato uno scenario agghiacciante durante l’incontro a porte chiuse con il suo partito, parlando di possibili 19.200 casi al giorno a dicembre, nel Paese era scoppiata una grande controversia.

Quel numero, con circa duemila contagi registrati in quei giorni, sembrava del tutto esagerato. La Germania era un pianeta diverso, rispetto alla vicina Francia o Spagna. Poi la Merkel si è esibita in completa carta da zucchero in una impeccabile spiegazione matematica del ritmo del doppio. E la controversia è morta lì. Ma lei non sembrava calmarsi, anzi. E il paese sembrava non ascoltarlo. Ancora.

Il 30 settembre il cancelliere si è recato al Bundestag e ha lanciato un accorato appello ai tedeschi “a non vanificare tutto ciò che abbiamo realizzato finora”. Si è rivolta direttamente a loro: “parliamo tra noi”, ha affermato, con un tono insolitamente emotivo. Ma in numero hanno continuato ad accelerare. E la tensione interiore del Cancelliere è balzata anche agli occhi dei partner europei, alla fine della scorsa settimana. Al Consiglio europeo, quando Giuseppe Conte le si è avvicinato troppo, la Merkel ha fatto un piccolo balzo indietro. Il video è diventato virale, ha fatto sorridere molti.

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Ma una settimana dopo, ora che i contagi sono già raddoppiati, la voglia di sorridere sta passando a tutti. Inoltre, c’è un inquietante sondaggio pubblicato da tempo il che dimostra che c’è una certa stanchezza tra i tedeschi per quanto riguarda le misure di contenimento.

Oltre la metà non si attiene più alle regole del distanziamento, quasi la metà ha ricominciato a stringersi la mano, ad abbracciarsi, a baciarsi di nuovo, nemmeno il 40% continua a lavarsi le mani come dovrebbe. Di questo passo, l’inquietante profezia del Cancelliere, se non si diffonderà la consapevolezza, come ha sottolineato questa mattina Spahn, che “non possiamo perdere il controllo”, rischia di avverarsi.

Vanna Piazza

Vanna Piazza

Sono uno specialista della comunicazione online che crede nella creatività e nella passione per il lavoro. Il mio lavoro e i valori della vita sono umiltà e responsabilità. Ho sempre guadagnato la stima dei miei capi, perché sono estremamente concentrato e fortemente determinato a contribuire al successo di qualsiasi ambiente aziendale. Ho trascorso gli ultimi tre anni a perfezionare le mie capacità di scrittura, comunicazione e marketing, in particolare quelle digitali.

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