ci vuole tempo per invertire la rotta. Quel momento è arrivato. Irrinunciabili i rinnovi di Gigio e Calha

In centomila si parlerà del derby prima e non c’è bisogno di aggiungere altro bla bla a quanto ci ha già allagato. Sul tema delicato, molto delicato, è sufficiente aggiungere una riflessione riferita a Stefano Pioli. Ha un curriculum poco entusiasmante: un solo pareggio, il 2 a 2 con un gol nel ’97 di Zapatone, sulla panchina dell’Inter e poi sconfitte al Milan e una, alla Lazio, pesantissima (4 a 1) che costò anche lui esenzione. Così come all’Inter quel 2 a 2 è stato definito l’episodio decisivo per stabilire il suo addio ad Appiano Gentile. Il derby con Ibra ha già avuto un inizio completamente diverso: a quel punto il lavoro di Zlatan e tutti gli altri non erano ancora terminati e quindi quella rimonta subita era il segno di fragilità che stavano per essere estirpate. Pioli attuale non è il Pioli della Roma né quello dell’Inter: è maturato, è diventato più fiducioso, come dice lui stesso “dopo la morte di Davide ho capito tante cose”. Ha assunto maggiore maturità professionale e si è sentito valorizzato dalla riconferma di Gazidis e Maldini. Toccherà a lui, anche se non avrà a disposizione il meglio della rosa, preparare un derby che segna in qualche modo il rovesciamento di un passato molto triste e malinconico.

Stesso ragionamento sui conti del Milan. Si avvicina la riunione per l’approvazione del bilancio, che si è chiusa con meno di 195 milioni. A leggere i numeri si tratta di un deficit consistente che non concilia con le finalità del recupero, dell’autosufficienza o comunque della sostenibilità del club. È vero solo in parte, soprattutto se lo si confronta con quello della Roma, che negli ultimi anni ha ricevuto il consistente bonus della Champions League e ha siglato una serie di vittorie incredibili. Il Milan di Elliott ha iniettato qualcosa come 140 milioni nella cassa del club negli ultimi mesi, che è una marea di liquidità, a dimostrazione che i tifosi dovrebbero considerarsi fortunati ad avere un fondo come Elliott a Londra come proprietario. Chiunque altro alla guida del Milan avrebbe sofferto finanziariamente. Soprattutto se si tiene conto che oltre ai risultati negativi (niente coppe), c’è stata la rinuncia tattica all’Europa League che nel suo piccolo però garantisce un gruzzolo di almeno 18 milioni a stagione. E dal 2020-2021 ci sono. Poi arrivano gli sponsor, a piccole dosi ovviamente, e non sono gli ultimi contratti a fare la differenza rispetto alla Juve in particolare. Gazidis ha recentemente affermato che “girare Milano è come farlo con un transatlantico, ci vuole molto tempo”. Esatto, non puoi improvvisare un’inversione di marcia come faresti con una berlina o anche uno scooter. Ma questo è l’anno in cui dobbiamo dare alla nave una maggiore accelerazione. È vero: non ci saranno incassi al botteghino, abbonamenti e sponsor in fuga. Ma questo è l’anno in cui dobbiamo cambiare ritmo e classifica. E a gennaio bisognerà intervenire con decisione se la squadra avrà bisogno di rinforzi e aggiustamenti. Gazidis è anche convinto che Gigio e Calha si rinnoveranno. Tutti i tifosi del Milan lo sperano. Altrimenti quel transatlantico rimarrebbe nelle secche!

Susana Russo

Susana Russo

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