Castellucci restituisce 3 milioni – Corriere.it

Un immediato allontanamento. Chi cerca di riallacciare i fili della trattativa con il governo, consapevole che le nuove intercettazioni alla base dell’ordinanza con cui la Procura di Genova ha imposto nuove misure interdittive per alcuni ex dirigenti di Autostrade rischiare di tagliare il filo delle trattative con Cassa depositi e con i fondi esteri Blackstone e Macquarie. Ieri il consiglio di amministrazione di Atlantia – convocato per la rendicontazione trimestrale – ha deliberato di individuare una società di revisione internazionale per verificare se vi siano comportamenti da parte di dipendenti ed ex dipendenti di alcune società del gruppo contrari al codice etico aziendale. E per valutare provvedimenti disciplinari e richieste di risarcimento danni nei confronti dei soggetti coinvolti nell’ordinanza, tra cui l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci per la quale si conferma la sospensione del TFR di 13 milioni, richiedendo la restituzione della prima rata pagata di 3,25 milioni. Il consiglio si riserva il diritto di intraprendere azioni di responsabilità nei suoi confronti richiedendo l’approvazione dell’assemblea dei soci.

È l’ennesimo tentativo di cancellare il passato trovare un accordo con il governo che si ritiene ancora ragionevolmente probabile per sterilizzare le voci filtrate ieri dai ministeri coinvolti, quello dei Trasporti e del Tesoro, di una revoca della concessione ancora pendente. Duro atto d’accusa del consiglio di amministrazione della casa madre, controllata al 30% dalla famiglia Benetton profondamente divisa sul da farsi ma unanime nel condannare una gestione sciocca, quella di Castellucci, che ha finito per arricchire tutti visti gli importanti dividendi ma ha recato danno alla reputazione incalcolabile e quasi certa l’uscita dal capoluogo di Autostrade per l’Italia. È chiaro che il processo Genova sul ponte Morandi sarà il redde rationem sull’ammontare del risarcimento che rischia di essere incalcolabile se si provasse la grave inadempienza del manager, cioè se si provasse che il viadotto è crollato per incuria e poco Manutenzione. la questione più grande della vicenda che tocca anche le trattative con i nuovi acquirenti per il rilascio dell’indennità, ovvero la copertura dai danni civili che Atlantia non vuole concedere completamente ai nuovi acquirenti se non riconoscendo uno sconto sul prezzo di acquisto. Sono in corso valutazioni da parte dei consulenti se l’ammontare della forbice debba essere superiore, ben al di sopra del miliardo citato.

Quello che è certo è che il sistema Castellucci ha continuato a lavorare anche dopo la sua espulsione dai vertici di Atlantia, visto che le intercettazioni – datate ottobre e novembre 2019 (si è dimesso a metà settembre) – con l’amministratore delegato di Air Dolomiti Jrg Eberhart per negoziare l’ingresso della capogruppo Lufthansa per il newco di Alitalia lo ha visto in prima fila. Sulle carte si legge come avrebbe dovuto conferire al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, la possibilità che la società tedesca potesse far parte dell’azionariato che avrebbe determinato la sua nomina a presidente del vettore. Un ultimo, maldestro tentativo, che mette in cattiva luce il post-Castellucci in Autostrade. L’obiettivo ora è provare il contrario. Ieri l’amministratore delegato Roberto Tomasi ha scritto a tutti i dipendenti per rassicurarli.

Angelo Narcisi

Angelo Narcisi

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