Autostrade, l’intercettazione degli arrestati: “40 morti qui, 43 laggiù. Siamo tutti sulla stessa barca”. L’ex dirigente condannato per la strage di Avellino sull’ex ad Castellucci: “Se dicevo la verità lo ammazzavo”

Si trova a difendere la linea dell’autostrada. E per proteggere l’allora CEO, Giovanni Castellucci. C’è anche questo retroscena sui giornali dell’inchiesta genovese che ha oggi il top manager e due ex dirigenti sono stati portati nelle loro case e altri tre funzionari sono stati banditi. A parlare in un’intercettazione raccolta dagli uomini della Guardia di Finanza Paolo Berti, ex chief operating officer della società. Al processo per il Strage di Avellino, dov’è il 28 luglio 2013 un autobus si è schiantato da un viadotto dell ‘A16 uccidendo 40 persone, in primo luogo Berti ha avuto sei anni, ma tra gli assolti c’era il numero uno. Secondo le conversazioni, è arrivata un’assoluzione grazie a una serie di menzogne ​​sull’incidente che ha causato 40 morti, tre in meno del ponte Morandi. È l’11 gennaio 2019 e Berti sta parlando al telefono con Michele Donferri Mitelli, ex direttore della manutenzione, è finito anche lui agli arresti domiciliari.

Berti è molto agitato e secondo il giudice per le indagini preliminari, Daniela Giuffrida, “dal colloquio è chiaro che nell’ambito di quel procedimento, non ha riportato la verità per difendere la “linea aziendale” condurre quello ha contribuito all’assoluzione di Castellucci e che quest’ultimo ovviamente interessato al fatto che Berti mantenga questo approccio e non cambi la linea di difesa nelle fasi successive del processo ha incaricato Donferri di tenerlo calmo e di rassicurarlo sul suo futuro aiuto ”. E Donferri nella conversazione rivela “perché ha chiesto una mediazione con te vuole rassicurarti che ti aiuterà per tutta la vita, vuole dirti questo messaggio ”. Donferri incoraggia Berti a “fare tesoro del momento presente. Richiedi ciò che devi rivendicare ”. Il relatore, inoltre, non è coinvolto nelle vicende di Avellino, ma con Castellucci e lo stesso Berti è indagato per la strage del Ponte Morandi. “Hai capito Paole ‘… questo però che sei stanco non è chi, puoi … imputargli'” lui che ci sono quarantatré morti da lì .. quaranta da qui. Siamo tutti sulla stessa barca. ” Poco dopo Berti parla con la moglie e continua il suo sfogo: “Visto i ricordi difensivi … diciamo .. dovevamo difendere la linea la linea la linea la linea, alla fine qualcuno si è intromesso, capito? Quelli piccoli a senso unico, quelli alti a senso unico. E siamo rimasti nel mezzo. Capito? Ma questa è la vita, capito? “.

Poche ore dopo Donferri richiama e, scrive il giudice nell’ordinanza, si apprende che ha incontrato Castellucci. Il mediatore ricorda al collega che anche se avesse detto la verità e non avesse coinvolto l’allora annuncio la situazione non sarebbe cambiata. “Mò, indubbiamente, questa cosa qui non è quella. .. non pensare che se coinvolgessi anche lui non te li darebbero, questo è il tema. Devi fargliela pesare, come ho fatto io oggi. Ora, ti dico .. il tuo obiettivo è salvaguardare il rapporto con lui, lui è l’unica speranza che hai, da ora in poi al futuro perché ti darà tutto nel senso di condividere la strategia, condividere le cose. almeno quello allora, rimanete insieme per l’altro processo. Restate insieme per l’altro processo (Ponte Morandi, ndr) “. Il 14 gennaio Donferri torna in ufficio perché Berti continua ad essere arrabbiato e agitato e anzi confessa al suo interlocutore di aver mentito.” Quello che davvero meritava un colpo del matto ma un colpo del matto dove mi sono alzato la mattina, sono andato ad Avellino e ho detto la verità così l’ho ucciso, credimi, era … era l’unica soddisfazione che avevo … omesso ”. Donferri, però, insiste: “No, ma per te non è cambiato niente. Adesso però ha la speranza di trovare un accordo con queste persone… che tacciono ma devi trovarlo… questo devi riflettere adesso voglio dire Andreotti insegna ”.

Barbara Matro

Barbara Matro

Linguista esperto e professionista della comunicazione con esperienza pluriennale lavorando su progetti di copywriting, transcreation, implementazione creativa e localizzazione per una vasta gamma di clienti e agenzie globali. Pensatore creativo, creativo e comprovata esperienza di lavoro sotto pressione con scadenze strette per soddisfare le aspettative del cliente e superarle. Spinto dallo spirito imprenditoriale, dallo scopo e dalla mentalità creativa per anticipare le esigenze del cliente e elaborare strategie personalizzate.

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