A Bruxelles si cerca un accordo per un blocco europeo

ROMA. Servire ancora una mattina di consultazioni, non è certo che arriverà in porto, ma l’ipotesi è suggestiva, clamorosa, per certi versi storica: arrivare a un blocco europeo. Con un accordo, non necessariamente, tra tutti i 27 dell’Unione, ma con una ragionevole maggioranza di paesi, che potrebbe adottare un provvedimento di chiusura, pur valutando misure adeguate alle diverse realtà nazionali. Se ne è parlato ieri sera in una telefonata tra il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Il primo ha suggerito l’ipotesi e il secondo, dopo averci pensato insieme, ha apprezzato e assicurato di pensarci, valutando la possibilità di farla propria e presentandola oggi al Consiglio europeo straordinario, convocato nel tardo pomeriggio in videoconferenza. Non è ancora una “presa in carico” ma c’è l’idea di parlarne questa mattina in via preliminare con alcuni capi di governo. Si consumerà quindi una mattinata di consultazioni e anche se la proposta potesse cadere senza essere portata in Consiglio, ieri sera si trattava di un’ipotesi permanente, che ha convinto il presidente della Commissione.

Una proposta che in partenza sconta già l’impossibilità di trovare l’unanimità dei 27, un Paese come la Svezia, ormai da mesi, si è fermato sulla linea radicale della non chiusura, scartando ogni ipotesi, anche soft lockdown, e quindi sì valuta a Bruxelles, non aderirà mai a un accordo così vincolante. E lo stesso atteggiamento di chiusura potrebbe essere assunto da altri paesi.

Ma l’ipotesi accarezzata da Von der Leyen e Sassoli non è quella di un voto, di un impegno vincolante per tutti, bensì di una proposta della Commissione aperta all’adesione degli Stati membri. Anche se dovrebbe essere presentato nella formula più morbida, Von der Leyen vuole prima parlarne con i paesi leader dell’Unione e questa mattina – prima del vertice – chiederà cosa la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e ovviamente anche i leader dei paesi che finora hanno resistito maggiormente a qualsiasi restrizione delle libertà personali.

Nelle ultime 48 ore Germania, Francia e Olanda hanno ceduto all’idea di misure più drastiche, i prossimi paesi destinati a “mollare” sono Spagna e Belgio: tutti questi paesi insieme all’Italia e gli altri che hanno chiusure parziali già adottate – ragioniamo a Bruxelles – potrebbero sentirsi “alleggerite” da un blocco su larga scala. E nel caso in cui la proposta arrivasse alla tabella dei 27 e venisse accolta, si è immaginata suggestiva l’ipotesi che, seppur per un periodo di tempo limitato, nella maggior parte dei paesi dell’UE solo gli qualsiasi raduno, vedrebbe una diminuzione delle possibilità di essere contagioso.

Il presidente della Commissione, in vista del vertice straordinario di oggi, ha sostenuto che la situazione della pandemia di coronavirus è “molto grave” e “dobbiamo intensificare la nostra risposta nell’Unione europea”, invitando tutti gli Stati membri di cooperare strettamente nella lotta contro Covid-19 che in Europa in questo momento corre veloce. Per migliorare il monitoraggio e aumentare l’accesso a test rapidi con risultati in 15 minuti, anche se meno affidabili, Bruxelles ha stanziato 100 milioni di euro. Dobbiamo agire tutti insieme ». E sempre con l’idea di un’azione congiunta e ben coordinata, ha proposto: «Arrivano sul mercato i test rapidi dell’antigene. Questo può svolgere un ruolo significativo ma proporremo un approccio comunitario alla loro approvazione e uso».

Vanna Piazza

Vanna Piazza

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