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BARRY FEINSTEIN. A Retrospective

Fondazione Carispezia inaugurerà sabato 13 aprile (ore 18.30) nei propri spazi espositivi “BARRY FEINSTEIN. A Retrospective”, una mostra che ripercorre per la prima volta in Italia la lunga carriera del fotografo americano (1931-2011) che nell’arco di sessant’anni ritrasse i grandi nomi della Hollywood degli anni ’50 e i più iconici musicisti rock e pop degli anni ’60 e ’70. 

I 45 scatti in esposizione, in bianco e nero e a colori, sono dedicati ai principali protagonisti della cultura cinematografica e musicale americana di quegli anni: da Marlene Dietrich a Bob Dylan, da Janis Joplin a Steve McQueen, da Aretha Franklin a George Harrison, da Marlon Brando a Eric Clapton.

Le fotografie in mostra, a cura di ONO arte contemporanea e The J. Blatt Agency LLC, New York, sono state selezionate con l’aiuto di Judith Jamison, vedova di Feinstein ed esecutrice del Barry Feinstein Estate. Tutti gli scatti, alcuni dei quali restaurati in occasione di questa esposizione, sono stati stampati da Pete Mauney, storico collaboratore di Feinstein.

Barry Feinstein nasce a Philadelphia nel 1931. Approda all’arte fotografica diventando prima assistente di Ike Vern, fotografo di “LIFE”, e in seguito, dal 1955 al 1957, lavorando come assistente di camera per la Louis Kellman Productions. Dal 1957 al 1960 si dedica alla cinematografia: viene assunto come stagista di produzione dalla Columbia Pictures e lavora su importanti set come L’ultimo urrà di John Ford con Spencer Tracy, Operazione Mad Ball con Jack Lemmon e Ernie Kovacs, e Pal Joey con Frank Sinatra, Rita Hayworth e Kim Novak. In un secondo momento passa alle produzioni europee per la Morningside Productions.

Dal 1960 torna negli Stati Uniti dove inizia la carriera come fotografo freelance, ritraendo personalità come Marlene Dietrich, Elizabeth Taylor, Frank Sinatra, Steve McQueen, Marilyn Monroe e Clark Gable, i presidenti degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon, e musicisti del calibro di Eric Clapton, George Harrison, Janis Joplin, B.B King, Aretha Franklin, Barbra Streisand.

In questo periodo inizia una costante attività di reportage e viene chiamato da Cornell Capa, fratello di Robert, per collaborare con la famosa agenzia Magnum Photos.

Nel 1966 segue la tournée europea del maggior cantore di quegli anni febbrili: Bob Dylan, di cui diventa il fotografo ufficiale per undici anni. 

Nel corso della sua carriera Feinstein ha realizzato oltre 500 leggendarie copertine di album tra cui Pearl di Janis Joplin, The Times They Are a-Changin’ di Bob Dylan, All Things Must Pass di George Harrison, Beggars Banquet dei The Rolling Stones e Ringo di Ringo Starr. Ha inoltre documentato il leggendario Monterey Pop Festival del 1967, girato il film You Are What You Eat e fotografato il Concert for Bangladesh al Madison Square Garden nel 1971. 

Scomparso nel 2011 nella sua casa di Woodstock, dove viveva ormai da molti anni con la moglie e artista Judith Jamison, Feinstein ci ha tramandato uno straordinario archivio fotografico, pronto oggi a riemergere all’attenzione del grande pubblico per la sua importanza non solo culturale, ma anche storica e sociale.

Numerosi sono i libri a lui dedicati e molte le riviste che si sono avvalse della sua collaborazione artistica, da Time a Life, da GQ a Rolling Stone, fino al New York Times. Il suo lavoro è stato esposto nei più importati musei e gallerie internazionali.

La mostra “BARRY FEINSTEIN. A Retrospective” è accompagnata da un omonimo catalogo disponibile al bookshop della mostra. 

 

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