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Glad to be Glam: fotografie di Michael Putland | da giovedì 17 maggio alla ONO arte di Bologna

ONO arte contemporanea è lieta di presentare la mostra “Glad to be Glam: fotografie di Michael Putland” una retrospettiva che vuole celebrare alcune delle più importati icone del Glam attraverso le fotografie di Michael Putland.

La mostra è la prima di una serie di antologiche che ONO realizzerà nella stagione espositiva 2018 -2019 che vogliono andare ad indagare la cultura popolare e lo stile inglese dagli anni 50 ad oggi.
Questo primo appuntamento vuole indagare il Glam inglese come movimento trasversale che ha influenzato ed attraversato moltissimi generi musicali.

Le fotografie di Michael Putland in mostra includono artisti come David Bowie, Marc Bolan, Elton John e i Queen – tipiche icone del Glam – fino ai Kiss, George Michael e ai Duran Duran, che hanno portato avanti una rivoluzione di strass, piume e paillettes nel decennio di maggior crisi economica e grigiore dell’Inghilterra del dopo guerra. Dopo gli anni del boom economico e della Swinging London infatti, la società britannica entra in una profonda crisi, i così detti anni di piombo. Alla contrazione dei consumi, alle contestazioni e alla recessione risponde la cultura popolare con un singolare fenomeno che verrà chiamato “Glam”.

Se già dal nome, una abbreviazione di galmour, il riferimento al lato estetico è evidente, è altrettanto difficile circoscrivere il Glam che se pure è stato un genere musicale preciso, dal punto di vista visivo e dello stile ha influenzato artisti anche molto diversi. Loro comune denominatore era il colore, l’eccesso di spettacolarizzazione della performance che andava di pari passo con un abbigliamento ed un trucco vistoso e a base di brillantini.

Di questi nuovi protagonisti della scena musicale alcuni non hanno superato l’esame del tempo, ma chi lo ha fatto ha ancora una grande influenza nel mondo della musica, tra di essi Elton John, Freddie Mercury e i Queen, Bryan Eno e i Roxy Music, Marc Bolan e ovviamente David Bowie. Da questo elenco è evidente come all’interno dello stesso genere si alternassero intenti più leggeri e giocosi ad istanze anche musicalmente più sperimentali. Entrambi però hanno contribuito ad una generale liberazione dei costumi sessuali, ad un piegamento delle normali definizioni di genere che ha avuto grossa eco anche sulle persone comuni, scendendo dal palco e segnando anche un passo importante per i diritti LGBT+, motivo per cui il probabilmente il Glam fu un genere di maggior successo in Inghilterra rispetto che nei più puritani Stati Uniti.

Nelle immagini di Putland si alternano momenti da palco con istanti di quotidianità, in tour, nei backstage o in casa, per mostrare dall’interno e con uno sguardo previlegiato un movimento tanto cangiante quanto ancora importante e con una influenza continua nel mondo della musica.

Nel bookshop di ONO sarà disponibile la monografia di Michael Putland appena edita “The music I saw” (Lullabit, 352 pp.)

La mostra (17 maggio – 29 luglio 2018) è composta da 50 opere. Ingresso libero. Con il patrocinio del Comune di Bologna.

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