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Per Sei Dollari l’ora al teatro Trastevere: sigarette, cosce, piume rosse e Bukowski

Hollywood anni ’90: Nick Belane è uno sfigatissimo investigatore privato senza un soldo che per sei dollari l’ora è disposto a farsi ingaggiare da chiunque, vendendo perfino l’anima al diavolo. Ha gli strozzini delle corse dei cavalli inchiodati al culo, è figa-dipendente, depravato e gli piace passare il suo tempo a scolarsi whisky al bancone del suo bar preferito che puzza di fumo e affari loschi, dove gira ogni sera lo stesso languido jingle di blues. Viene assoldato dalla Signora Morte, affascinante e pericolosa donna che gli chiede di scovare tale Celine; non potrà fare altro che accettare il caso, per soli sei dollari l’ora, il prezzo della sua stessa lurida vita. Nel bel mezzo delle sue sgangherate indagini, diversi personaggi fantastici, forse frutto del suo perenne stato di alterazione alcolica, ci sbatteranno in faccia le metafore di una amara vita vera che puzza di marcio. I soldi, le donnacce, il gioco d’azzardo, l’alcol, tratteggiano un eroe americano di celluloide al suo declino che se ne frega di essere super. Un Marvel al contrario. Davvero arduo il compito del regista Alessandro di Murro che mette in scena il romanzo “Pulp” di Charles Bukowski. Possiamo considerarla una mossa ben riuscita, anche nei piccoli particolari; a cominciare dalla trovata del barista/musicista che con una chitarra da accompagnamento fa da apripista alle scene. Bravi gli attori (Laura Pannia, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo, Bruna Sdao, Amedeo Monda,Jacopo Cinque.), azzeccatissimi; alcuni interpretano più ruoli scivolando da un personaggio all’altro con grande disinvoltura.
I tempi sono scorrevoli e serrati, quasi cinematografici, tant’è che il pubblico non applaude, non per poco apprezzamento, ma per non interrompere il flusso di fatti che si susseguono, che ti trascinano dentro la storia che talvolta sfocia nell’assurdo.
E finisci per essere lì, insieme al viscido Belane, squallido protagonista dei tempi moderni; provi ribrezzo e solidarietà allo stesso tempo per quel tipo sboccato che ama giocare con la morte solo perché si palesa con tacchi a spillo e belle tette. Nick, infatti non è uno che rischia, è uno che la vita la prende come viene, è veniale, codardo, è umano e terreno fin troppo, fino all’esasperazione. E alla fine ridi un po’ amaro di Nick Belane, che come Bukowski ha giocato la sua partita con la morte e ha perso, senza pretendere di voler vincere.
Con la Signora che lo teneva già per le palle sarebbe stato impossibile vincere; ma Bukowski ha voluto scrivere quest’ultimo romanzo, per esorcizzare la paura della fine a modo suo, bevendosi i suoi ultimi fottuti mesi di vita, così come un bicchiere di whisky, tutti d’un sorso.

“Per sei dollari l’ora”
dal 7 al 12 marzo 2017
Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

Ufficio Stampa TEATRO TRASTEVERE:
Vania Lai prom.trastevere@gmail.com

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