Wor Capitalisom and Liberty, Fond. terzo pilastro Italia e Mediterraneo_0341b

Guerra, capitalismo&libertà. Banksy a palazzo Cipolla

Se non siete ancora con le chiappe ustionate dal sole in una qualche località vacanziera e dovete sopportare l’afa romana facendo il countdown per le agognate ferie, vi consiglio di ritagliarvi un’oretta per andare a visitare a Palazzo Cipolla la mostra su Banksy (godendo anche dell’aria condizionata inclusa nel prezzo del biglietto – 12 euro).

Banksy, Girl with balloon  cm. 30 x 40_0091
Se non ne avete mai sentito parlare scoprirete un modo di fare arte ironico e sovversivo, se sapete già di cosa sto parlando l’unica avvertenza è non aspettarsi una delle solite mostre-spettacolo di Banksy, bensì l’esposizione delle sue opere concesse dai collezionisti dello street artist alla Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo.

Guerra, Capitalismo&Libertà, questo il titolo della mostra, ripercorre la carriera dell’artista attraverso stampe, stencil e qualche scultura. Banksy è dissacratore, un provocatore, se ne infischia dei poteri forti grazie al suo anonimato.

Banksy,Love is in the air (flower trower) 2003 cm. 90 x 90_0020

Spara a zero sulla regina d’Inghilterra, sulle lobby delle armi, sugli abusi di potere degli uomini in divisa, sul brainwashing dei media. Prende in giro il sistema museale, con il suo quadro vandalizato “exit trought the gift shop”, che denuncia il business che si nasconde anche dietro agli eventi culturali. Sistema nel quale, ahimè, finisce irrimediabilmente inglobato anche lui, non per suo volere, (si intende!). É estremamente popular. Lo è diventato facendo un certosino lavoro di guerriglia art :veri e propri attacchi di arte urbana che lo hanno reso riconoscibile in tutto il mondo.
Dalle copertine dei diari virtuali ai bicipiti tatuati di tanti ragazzi, le opere di Banksy urlano un qualche disagio sociale collettivo, pacificamente. Il suo pubblico? Il mondo intero. Il suo spazio espositivo? La strada: l’unico posto esente da censure.

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