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Un doppio incontro in occasione del laboratorio ispirato a Il Piccolo Principe Nero di Maurizio Mequio

Il 23 Luglio la libreria Punto scuola di Paolo Popeschich ospiterà il laboratorio ispirato a Il Piccolo Principe nero ( Muracci Nostri, 2016) di Maurizio Mequio. Paolo sempre impegnato sul territorio ostiense a dare spazio e voce a nuove proposte, laboratori, case editrici. Maurizio giornalista freelancer e scrittore è uno dei fondatori del gruppo “Muracci nostri”.

Samantha: Come vi siete incontrati tu e Maurizio?

Paolo: “Colpa” di “The Best(iarium)”, un precedente progetto-laboratorio dello street artista omino71 al quale ho collaborato e che ha prodotto una pubblicazione per la quale Maurizio ci ha regalato la bellissima prefazione, poi durante i giorni della mostra ho avuto modo di conoscerlo personalmente e, come tutti coloro che avranno modo di partecipare all’incontro del 23, ho potuto constatare la forte carica emotiva che trasmette con le parole ed il sorriso.

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Samantha: Cosa ti ha colpito de Il Piccolo Principe nero?

Paolo: Il coraggio dell’autore nel confrontarsi con il celebre racconto di Saint-Exupery dando vita ad un’opera del tutto originale, su un tema che la sua esperienza di operatore interculturale, ha reso vivo e aderente alla dura realtà di uno dei tanti bambini che arrivano nel nostro continente, privati di tutti i loro affetti e delle abitudini nel loro paese di origine. Oltre alla storia del piccolo Amadou, il protagonista del libro, voglio consigliare (in fondo sono un vecchio libraio) i due brevi saggi in appendice, una riflessione sull’argomento ovvero: “Appendice o semplici istruzioni per gli adulti (da tenere lontano dalla portata dei bambini) 1- Caro Geppetto la tua testa è di legno 2 – Caro Geppetto noi siamo peggio di te”. Un ulteriore contributo alla qualità del libro vengono da due artisti: omino71, autore della copertina, e Lus57 delle numerose illustrazioni.

Samantha: Com’è nata l’idea dell’incontro- laboratorio ?

Paolo: Appena ho saputo di questo progetto itinerante che Maurizio stava attuando in varie città italiane, gli ho proposto di fare una tappa qui in libreria e lui si è reso subito disponibile, è un appuntamento al quale tengo particolarmente, un piccolo ma importante contributo per favorire il dialogo e la conoscenza con i nuovi arrivati. Mi appassiona particolarmente partecipare a progetti in collaborazione e che aprano le porte della libreria a contenuti importanti e questo ne ha tutte le caratteristiche.

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Samantha: Se ti dovessi presentare con una frase, cosa “scriveresti” di te? Cosa gli altri vorrebbero sapere di Maurizio?

Maurizio: Che sono una persona che crede che la felicità esista, che usa la scrittura come scusa per cercarla quando gli sfugge e gli occhi per godersela al meglio quando l’ha scovata.

Samantha: Ti piace più il giorno o la notte?

Maurizio: Preferisco la notte perché è lì che assaporo il giorno, sento mia moglie vicina, vedo mia figlia sognante, nel silenzio inizia tutto a farsi ricordo e sono felice, vivo, di quel che è appena stato. La differenza tra il giorno e la notte è che di notte posso scrivere solo per me, mentre di giorno lo faccio per lavoro, anche per persone antipatiche, secondo convenzioni, codici e linguaggi che mi tolgono quasi il gusto di farlo.

Samantha: Essere giornalista e scrittore cosa ha portato nella tua vita?

Maurizio: Il giornalismo mi ha dato tanto, ha riconciliato il mio rapporto con la scrittura, mi ha fatto capire che potevo farcela e potevo farcela a modo mio, non vendendomi e stando dalla parte dei più deboli, ma solo scrivendo meglio, lavorando sulle singole parole, uscendo e cercando cose da raccontare. Ho capito che non potevo essere un tuttologo e che l’obbiettività non esiste. Ho seguito le tematiche relative ai rom e ai migranti e l’ho fatto non nascondendo il mio punto di vista, ma cercando l’incontro, stando sul posto. Ho sempre scritto, dai muri al diario, lettere, poesie, racconti, parolacce, ma non mi ero mai preso sul serio. La cosa che credevo mi riuscisse meglio era la scrittura saggistica, poi mi sono innamorato dei Wu Ming e al contempo ho iniziato a fare attenzione ai gusti letterari dei miei amici e ci ho provato: ho provato a bussare alla porta di Biancaneve per portargli la mela avvelenata. Ho piano piano imparato a camminare verso il linguaggio e a volte provo a portarmi dietro qualcuno.

Samantha: Sei il fondatore del gruppo “Muracci nostri”. Come nasce il nome del gruppo?

Maurizio: Il nome lo ha trovato Ex Voto, un artista geniale e simpaticissimo, dopo tanti tentativi andati male. Dovevamo chiamarci Magari Muri, un nome assurdo, ma che nelle votazioni arrivava sempre primo, tutti dicevano che non lo avrebbero votato e poi per gioco lo votavamo tutti e vinceva contro qualunque altro nome venisse proposto. Stavamo cercando il nome per il Primo Festival di arte di strada nel mio quartiere, Primavalle, poi è diventato il nome di un gruppo di amici che da allora non hanno smesso di fare cose. La malattia verso l’arte di strada ce l’ha attaccata omino71, che a maggio scorso ci regalò un primo murale che per noi ebbe il sapore della Tour Eiffel. Il fatto, poi, che reinterpretasse la copertina di Piccioni e farfalle fanno la rivoluzione, il mio primo vero romanzo, per me è stato il massimo.

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Samantha: Quando hai cominciato a scrivere Il Piccolo Principe nero?

Maurizio: Un anno fa, mentre organizzavamo con tanti amici un Festival degli aquiloni migranti, dove ragazzi senegalesi, afgani, gambiani e maliani insegnavano ai nostri bambini a realizzare un aquilone con le buste e con la carta e a farlo volare.

Samantha: A cosa si ispira questa “Favola”?

Maurizio: Al Piccolo Principe, quindi alla storia di un minore straniere non accompagnato perché questo era, ragionandoci su, il protagonista del romanzo, e a Pinocchio, il romanzo di letteratura per l’infanzia per eccellenza, una storia incredibile che si conclude male o che noi adulti abbiamo voluto far concludere male. Pinocchio funziona perché racconta una diversità bellissima, quella di un bambino, un bambino di un’umanità incredibile fino alla fine, quando diventa di carne e ossa, ma forse anche adulto, poco interessante, meno umano.

Samantha: Il libro è non solo un romanzo per l’infanzia ma anche un progetto e una mostra itinerante. Cosa ti ha portato a creare una mostra? Quali sono le tappe del libro?

Maurizio: Il libro è pubblicato da Youcanprint, ma prodotto da Muracci Nostri. Lo abbiamo fatto noi e lo abbiamo fatto per raccontare con tutte le frecce del nostro arco, una storia importante che ha a che fare coi migranti, ma anche coi diritti dei bambini. E’ stato quasi naturale pensare a una mostra, siamo in tanti e a tenerci insieme è la funzione sociale dei nostri progetti, tanti disegni significa tanti linguaggi e noi dovevamo arrivare a più persone possibili. Ma soprattutto ai bambini, così ai disegni dei grandi abbiamo pensato di affiancare quelli dei bambini. Ad oggi abbiamo realizzato 20 laboratori, tra incontri nelle scuole, nelle case-famiglia, in biblioteca. Io raccontavo la storia e a turno un artista invitava i bambini a realizzare quei disegni che hanno nel tempo ampliato la mostra fino a riempirla di interpretazioni bellissime. La mostra e le presentazioni quest’estate viaggeranno verso il sud Italia, fino a raggiungere tra fine settembre e fine ottobre Lampedusa. Saremo anche a Matera, a Battipaglia e in provincia di Cosenza, a Longobardi.

Samantha: L’immagine di copertina ricorda molto un disegno fatto da un bambino. Il fondo nero ha un significato?

Maurizio: La copertina è illustrata da omino71, un amico al quale io devo tantissimo, mentre le illustrazioni interne sono state realizzate da Lus57 che possiamo definire coautore del libro, avendolo reso coi suoi disegni un oggetto magico, dalle sorprese impensabili. La copertina è un cortocircuito per alcuni insegnanti, a causa del colore del fondo. Omino ne aveva preparate diverse versioni, alcune avevano il fondo bianco, io non sapevo scegliere e allora ho chiesto aiuto ai bambini di una scuola del mio quartiere e sono stati loro a decidere. Il colore nero fa paura ai grandi, mentre piace ai bambini, che non ci vedono proprio nulla di male. La copertina di omino71 è anche un omaggio a Basquiat e ha più rimandi alle differenti copertine storiche del Piccolo Principe.

Samantha: Una frase che racchiude il messaggio de Il Piccolo Principe nero.

Maurizio: Ma cosa sono questi documenti di cui tutti parlano? Devo scriverli io? Io non so scrivere e non so se voglio scriverli, perché non so quanto starò qui. Ma ogni volta che uno si ferma deve scrivere un documento? E quando dorme deve scrivere un documento? E’ un problema perché quando ho sonno io mi addormento subito, ho paura che non potrò scrivere sempre un documento, anche quando saprò scrivere”.

Samantha: Una poesia o un libro a cui sei affezionato.

Maurizio: Occhio a Pinocchio di Jarmila Ockayová.

Samantha: Cosa significare sognare per Maurizio?

Maurizio: Vedere davanti a me qualcosa di bello, qualcosa per cui vale la pensa vivere e resistere. Sognare è un modo per non sbattere lo sguardo e la testa addosso al traffico, alle ingiustizie e al cemento.

Samantha: E per Paolo?

Paolo: A me piace il momento del risveglio quando si cerca di trasformare i sogni in realtà, a questo proposito prendo in prestito il titolo del libro di Delmore SchwartzNei sogni cominciano le responsabilità”, è la frase che mi viene subito in mente quando il pensiero comincia a divagare su qualcosa di importante anche se di difficile realizzazione.

Samantha: Progetti futuri a cui state già lavorando?

Maurizio: Con Muracci Nostri stiamo organizzando il prossimo Festival di arte di Strada di Primavalle che si svolgerà a Primavalle dall’1 al 4 settembre prossimo e sarà dedicato a Gian Maria Volonté. Ho anche iniziato a scrivere il mio prossimo romanzo, “La Torre delle farfalle”.

Paolo: Un laboratorio, anche questo in collaborazione, con TempodiEventi , un format ideato insieme a Valentina Saltarelli ispirato al furto al Museo di Castelvecchio a Verona, episodio finito bene con il ritrovamento delle opere ma che diventa il pretesto per sensibilizzare i bambini sull’importanza di preservare il patrimonio artistico che è un bene comune. Al progetto partecipa attivamente anche l’artista Stefano Bolcato.

Ringrazio Maurizio e Paolo per la loro disponibilità. Avete voglia di conoscerli? E di conoscere da vicino Il piccolo Principe nero? La tappa romana è per il 23 Luglio alla Libreria Punto scuola di Ostia. Una tappa incontro importante per i bambini e per gli adulti che conservano inalterato ancora uno spirito fanciullesco. Io ci sarò.

 

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